La base monetaria è una parte della moneta, ed è precisamente la parte più potente della moneta.
Che vuol dire?
Cominciamo col ricordare che anche le banche creano moneta. Se deposito mille euro in banca, la banca li può prestare a qualcuno che li deposita in un altro conto corrente.
Alla fine di tanti giri, quei mille danno la possibilità di scrivere assegni, cioè di far circolare moneta, per molto più dei mille iniziali.
Ma all’origine di questo processo, ci deve essere la liquidità che è stata depositata per la prima volta. Quella liquidità è la “madre di tutta la moneta”, è la “base monetaria”.
La base monetaria consiste quindi in quella moneta, che ha il potere di essere la matrice, la base per creare altra moneta; e consiste precisamente nella liquidità (banconote e monete) in mano al pubblico e alle riserve delle banche, cioè le disponibilità liquide del sistema bancario.
Perché queste ultime danno parte della base monetaria?
Le banche impiegano così i soldi dei depositanti: in parte li devono custodire presso la Banca d’Italia (cosiddetta “riserva obbligatoria”), in parte li prestano, in parte acquistano titoli e in parte li tengono liquidi (riserva “libera”). E sono proprio queste riserve, libere o obbligatorie, che potrebbero servire, se rimanesse in circolo, a creare altra moneta.
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