In ambito finanziario lo swap è un contratto derivato fuoriborsa stipulato tra due controparti chi si scambiano flussi di pagamenti, entro un periodo prefissato, calcolati sull'andamento dei tassi, valute o prezzi e ancorati ad attività o passività sottostanti di entità prestabilita.
Non è standardizzato e a volte sono richieste garanzie collaterali. Per le famiglie (ma soprattutto per le imprese), il contratto di swap più tradizionale e diffuso è l'Interest Rate Swap (Irs): rappresenta il tasso medio di interesse al quale gli istituti bancari dell'area Euro stipulano contratti derivati swap a copertura dei rischio di interesse. Viene usato come parametro nel calcolo del costo dei mutui.
Il suo valore dipende dalla durata, che varia da 1 a 50 anni. Sotto l'aspetto tecnico, si tratta di tipologie di contratti di prestito attraverso cui una banca paga un tasso variabile e riceve da una banca controparte un tasso fisso. L'ente trasforma così un mutuo a tasso a tasso fisso, contratto generalmente con la Cassa depositi e prestiti (Cdp), in uno a tasso variabile.
Si una far coincidere la nascita del mercato degli swap al 1981 quando venne conclusa la prima grande operazione di questo tipo fra Ibm e la Banca mondiale
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