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sabato 21 gennaio 2012

Spread in discesa e mercati azionari in risalita

E' stata una settimana importante sui mercati finanziari. Abbiamo visto scendere lo spread BTP - Bund fino a 450 punti base, il rendimento dei titoli di stato italiani è sceso sulla soglia del 5,5% trascinando le borse a un rally che ha visto protagoniste le banche; la risalita di Unicredit dal baratro e ieri MpS che è andata in contro tendenza rispetto agli altri che ha visto il 7%. L'euro è passato da 1,26 a 1,29 dollari.

L'iniezione di liquidità di 500 miliardi nel settore bancario a dicembre ha iniziato a fare effetto facendo girare il denaro.
A aiutare le borse sono anche state le scelte di politiche economica che hanno visto come protagonista il premier italiano Mari Monti.

Per la prossima settimana ci si aspetta un altra settimana di forti scambi sui mercati finanziari che potranno delineare l'andamento sia degli indici azionari che dei tassi di cambio, si vedrà se la discesa dello spread continuerà o tornerà a valori sopra i 500 punti base.

mercoledì 18 gennaio 2012

La Germania nega la richiesta di finanziamento Italiana

La Germania ha negato la richiesta di Mario Monti di finanziare l' Italia tramite acquisto dei titoli di stato italiani
Di sicuro non è una buona notizia per l' euro. Attenzione a chi sta investendo al rialzo sul'euro dollaro che è molto probabile che la discesa non freni ma che questi massimi siano solo un rintracciamento tecnico.

mercoledì 11 gennaio 2012

Super Mario Monti intimidisce Berlino

Che cosa spiega Il linguaggio del corpo dei leader durante la conferenza stampa alla bundescancelleria di Berlino? Che il professor Monti sembra avere ritrovato la tranquillità di chi ha messo i conti pubblici italiani in sicurezza e ora pensa alle riforme strutturali e alle liberalizzazioni con la chiarezza di idee di una vita di studio, da ex allievo di Tobin e dieci anni di commissario europeo alla concorrenza alle spalle. La Merkel, invece, è apparsa stranamente nervosa.
Nervosa perché l'allievo italiano di norma indisciplinato ha fatto, sorprendentemente e bene, i compiti a casa alla velocità della luce e ora, in cambio, chiede una politica di sviluppo europea e il rilancio del mercato unico. Un campo minato per la cancelliera, che ha a che fare con un elettorato ossessionato dalle tasse e dal fatto che I tedeschi rifutano di essere chiamati a rispondere e a pagare per gli errori altrui.
I partner liberali sono in allarme, minacciano sfracelli e la Merkel somatizza, costretta ad ammettere che se non ci fosse stata la solidarietà degli altri europei ai tempi dell'unificazione tedesca, costata lacrime e sangue, lei non sarebbe lì, adesso. Il professore annuisce e ricorda sorridendo la bontà dell'economia sociale di mercato alla tedesca che si basa su mercato, ma anche - si badi bene - su equità e solidarietà. La Merkel non può non convenirne e in cuor suo, molto probabilmente, pensa che ora non ha più alibi: tocca alla Germania fare finalmente qualcosa di europeo.