mercoledì 11 gennaio 2012

Super Mario Monti intimidisce Berlino

Che cosa spiega Il linguaggio del corpo dei leader durante la conferenza stampa alla bundescancelleria di Berlino? Che il professor Monti sembra avere ritrovato la tranquillità di chi ha messo i conti pubblici italiani in sicurezza e ora pensa alle riforme strutturali e alle liberalizzazioni con la chiarezza di idee di una vita di studio, da ex allievo di Tobin e dieci anni di commissario europeo alla concorrenza alle spalle. La Merkel, invece, è apparsa stranamente nervosa.
Nervosa perché l'allievo italiano di norma indisciplinato ha fatto, sorprendentemente e bene, i compiti a casa alla velocità della luce e ora, in cambio, chiede una politica di sviluppo europea e il rilancio del mercato unico. Un campo minato per la cancelliera, che ha a che fare con un elettorato ossessionato dalle tasse e dal fatto che I tedeschi rifutano di essere chiamati a rispondere e a pagare per gli errori altrui.
I partner liberali sono in allarme, minacciano sfracelli e la Merkel somatizza, costretta ad ammettere che se non ci fosse stata la solidarietà degli altri europei ai tempi dell'unificazione tedesca, costata lacrime e sangue, lei non sarebbe lì, adesso. Il professore annuisce e ricorda sorridendo la bontà dell'economia sociale di mercato alla tedesca che si basa su mercato, ma anche - si badi bene - su equità e solidarietà. La Merkel non può non convenirne e in cuor suo, molto probabilmente, pensa che ora non ha più alibi: tocca alla Germania fare finalmente qualcosa di europeo.

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