I paesi dell'Unione Europea avranno tempo fino al primo luglio per rescindere i contratti petroliferi in corso con l'Iran, mentre per i contratti di nuova fornitura lo stop sarà immediato.
Questo l’accordo di principio raggiunto dagli ambasciatori dei 27 paesi europei per imporre un embargo petrolifero contro l'Iran; un accordo che è stato quindi formalmente adottato dai ministri degli esteri dell’UE. La responsabile della politica estera, Catherine Ashton, stamane aveva affermato che "la pressione delle sanzioni vuole dimostrare all'Iran che facciamo sul serio quando chiediamo che Teheran torni a sedersi al tavolo dei negoziati". Un chiaro ammonimento dunque di fronte all'intransigenza del potere iraniano nel voler proseguire il proprio programma nucleare.
Compensazioni per la Grecia
La Grecia - che esitava per ragioni economiche - ha approvato il principio dell'embargo petrolifero contro l'Iran dopo avere ottenuto dai partner l'impegno ad offrire garanzie finanziarie ad altri paesi rifornitori. Lo hanno riferito fonti diplomatiche. La Grecia, che importa il 13% di petrolio iraniano, non può fornire garanzie finanziarie in quanto al momento è fuori dai mercati. Atene ha anche ottenuto di rivedere l'embargo alla luce delle conseguenze economiche entro il primo maggio.
Punita anche la Siria
I ministri degli esteri della UE hanno ugualmente approvato oggi nuove sanzioni contro il regime siriano. Si tratta dell'undicesima tranche di misure restrittive. Le nuove sanzioni colpiscono in particolare i militari di cui sono stati aggiunti nomi nella lista delle persone e delle entità contro le quali è previsto il bando dei visti e il congelamento dei beni. Oggi il divieto di viaggio in territorio comunitario e il congelamento dei beni sono stati imposti a ulteriori 22 gerarchi e ad altre 8 società legati all'Esercito siriano, ritenuti tra i principali responsabili dell'ondata di violenze e repressioni.
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