Il Fondo monetario internazionale ha la soluzione. Dopo mesi e mesi di vertici, riunioni d'emergenza, meccanismi coordinati e dossier aperti e chiusi, il Fmi preme sulla Bce
perché accetti di accollarsi le perdite sui 40 miliardi di debito greco posseduto. A rivelarlo è il Financial Times, che sostiene che l'istituto europeo si oppone fortemente
all'idea di prendere parte alle perdite sulle obbligazioni greche, sul modello dei creditori privati.
Il fondo ieri ha smentito ufficialmente le pressioni e l'istituto per la finanza internazionale (Iif), che rappresenta i creditori privati nei negoziati sul debito
greco, ha ribadito di non voler concedere uno sconto superiore al 50% per i titoli di stato.
perché accetti di accollarsi le perdite sui 40 miliardi di debito greco posseduto. A rivelarlo è il Financial Times, che sostiene che l'istituto europeo si oppone fortemente
all'idea di prendere parte alle perdite sulle obbligazioni greche, sul modello dei creditori privati.
Il fondo ieri ha smentito ufficialmente le pressioni e l'istituto per la finanza internazionale (Iif), che rappresenta i creditori privati nei negoziati sul debito
greco, ha ribadito di non voler concedere uno sconto superiore al 50% per i titoli di stato.
Ad Atene
Alcune centinaia di aderenti al sindacato greco Pame, vicino al partito comunista, hanno bloccato questa mattina gli ingressi dell'Hotel Hilton nel centro di Atene dove alloggiano gli ispettori della troika (Ue, Bce e Imf) che si trovano in Grecia per controllare la
situazione economica del Paese.
La polizia è subito intervenuta con agenti in tenuta antisommossa per disperdere i manifestanti mentre, secondo alcune radio, gli ispettori della troika avrebbero richiesto
l'intervento di un magistrato.
l'intervento di un magistrato.
Lascia o raddoppia
Il giorno dopo, il direttore del Fmi, insiste: bisogna combinare insieme l'Efsf e
l'Esm per rafforzare l'eurozona. Ovvero, mettere insieme i due fondi di salvataggio
europei per costruire quel robusto 'firewall' contro il contagio dalla crisi greca di cui parlano da giorni, ormai, i due Mario, Monti e Draghi.
Per Christine Lagarde "se con i due fondi si riuscisse a fare un'unica rete di protezione
europea - dice in un'intervista radiofonica - questo manderebbe un forte messaggio di fiducia in Europa".
Lagarde - Merkel, che duello!
Il problema è il solito: finora il cancelliere tedesco Angela Merkel non si è detta d'accordo, almeno ufficialmente, anche se alcune indiscrezioni in tal senso sono state raccolte da fonti governative tedesche e pubblicate con risalto dal Financial times. Lagarde nota che occorre una forte rete di protezione europea per evitare che la crisi della Grecia possa estendersi a Italia e Spagna. Secondo il numero uno del Fmi le
prossime settimane saranno cruciali. "Se nelle prossime settimane - dice - saranno prese le giuste decisioni, non solonell'Eurozona, che pure e' essenziale, ma anche negli Usa. In Giappone e nelle principali economie emergenti, allora la fine del 2012 sara' migliore del suo inizio. Ma solo se prenderemo le giuste decisioni".
Berlino: no a ricatti
La Germania continua i negoziati con il settore privato sulla riduzione del debito della Grecia, ma non si fara ricattare. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble dopo che rappresentati degli investitori privati hanno minacciato di lasciare i negoziati sull'haircut volontario se il rendimento dei bond greci sara troppo basso. "Questo - ha aggiunto Schaeuble - esiste in ogni mercato: un'offerta finale. Ma non bisogna lasciarsi impressionare troppo".
Questione di soldi
Il governo di Atene non ha ancora raggiunto un'intesa con i creditori privati sullo swap dei titoli di Stato. La Grecia sta cercando di ottenere dagli investitori privati una riduzione volontaria del 50% del valore dei propri titoli di Stato in loro possesso (haircut), pari a 100 miliardi di euro. I creditori riceverebbero in cambio nuovi bond con scadenza posticipata e rendimenti più bassi. Ieri notte i ministri dell'eurozona hanno deciso di fissare il tasso dei nuovi titoli di Stato al di sotto del 4%, meno di quanto hanno proposto i detentori di bond privati.
Nessun commento:
Posta un commento