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martedì 15 maggio 2012

Questione Grecia, le ragioni della Germania e la Francia

La crisi della Grecia ormai è una delle nostre maggiori compagne su ogni quotidiano e spesso in prima pagina, tutti gli stati europei che non vogliono che la Grecia dichiari bancarotta e nel frattempo per evitare che questo accada fanno stringere la cinta ancora di più ai poveri greci.

Ma le vere ragioni non stanno nell'etica o in qualcosa che rispecchi la bontà dell'animo umano verso il paese del    souvlaki; semplicemente la Germania come la Francia e anche l'Italia (ma decisamente meno) sono esposti nel debito greco per decine di miliardi di euro e se la Grecia dichiarasse default i colossi europei si ritroverebbero con una perdita secca in bilancio; facendo una somma media; per almeno 200 miliardi di euro, dei quali 80 solo tra Francia e Germania. 

Qui sotto vi riporto una breve illustrazione della distribuzione del debito in europa tra i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia, Spagna):


sabato 21 gennaio 2012

Spread in discesa e mercati azionari in risalita

E' stata una settimana importante sui mercati finanziari. Abbiamo visto scendere lo spread BTP - Bund fino a 450 punti base, il rendimento dei titoli di stato italiani è sceso sulla soglia del 5,5% trascinando le borse a un rally che ha visto protagoniste le banche; la risalita di Unicredit dal baratro e ieri MpS che è andata in contro tendenza rispetto agli altri che ha visto il 7%. L'euro è passato da 1,26 a 1,29 dollari.

L'iniezione di liquidità di 500 miliardi nel settore bancario a dicembre ha iniziato a fare effetto facendo girare il denaro.
A aiutare le borse sono anche state le scelte di politiche economica che hanno visto come protagonista il premier italiano Mari Monti.

Per la prossima settimana ci si aspetta un altra settimana di forti scambi sui mercati finanziari che potranno delineare l'andamento sia degli indici azionari che dei tassi di cambio, si vedrà se la discesa dello spread continuerà o tornerà a valori sopra i 500 punti base.

mercoledì 18 gennaio 2012

Broker Trading Online : 24 Option


24option è la piattaforma di trading più grande al mondo per le opzioni binarie. Prima di addentrarci nel mondo di questo interessante broker, diamo uno sguardo alle opzioni binarie, cercando di capire che cosa sono.
Praticamente sono un nuovo modo di fare trading sui mercati azionari e non solo. Nel corso degli anni sono diventate una modalità di investimento molto popolare per la loro semplicità e per il fatto che permettono, anche a chi è completamente digiuno di trading, di investire denaro in maniera semplice ed autonoma.
Nel commercio tradizionale, sappiamo che il profitto dell’investitore è dato dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita di un bene finanziario. Le opzioni binarie invece hanno dei rendimenti calcolati in percentuale sull’investimento effettuato, che si ottengono qualora vengano soddisfatte determinate condizioni.
Per fare trading con le opzioni binarie non c’è bisogno di comprare o vendere azioni, né di andare long o short sulle coppie di valute, bisogna invece stimare il prezzo dell’attività che si lega all’opzione stessa. Se la stima è corretta, allora si guadagna una certa somma fissa.
Un grande vantaggio, che rende il trading delle opzioni binarie così interessante, è che permette davvero a tutti di investire,anche a coloro che vogliono partire “con i piedi di piombo” investendo inizialmente una somma davvero minima.
24option ti permette praticamente di valutare il trend del mercato azionario, degli indici o delle coppie di valute, oltre che delle commodities.
Sono tre le opzioni tra cui si può scegliere di fare trading:
•    Alto / basso
•    Tocca o no
•    Intervallo
Nella prima opzione, alto / basso, dovrai semplicemente decidere se, entro un certo lasso di tempo, la coppia di valute o l’azione che scegli, supererà o meno un dato prezzo obiettivo. E’ impostata una scadenza, ovvero un intervallo di tempo entro cui valutare se il trend sarà positivo o negativo. Inoltre, viene proposta una certa percentuale di ritorno sull’investimento che si decide di fare.
Nella seconda opzione, tocca o no, bisognerà valutare se, entro un certo intervallo di tempo, il valore di una coppia di valute o di una commodity, ad esempio, toccherà o meno un certo valore obiettivo. Anche in questo caso, se la valutazione è esatta, si potrà guadagnare un certo ritorno sull’investimento.
Nella terza ed ultima opzione, intervallo, bisognerà invece decidere se il prezzo di una data coppia di valute o commodity possa ricadere entro un certo intervallo di prezzi o meno. Come nei due casi precedenti, se la previsione si rivelerà esatta, si potrà guadagnare una certa somma di denaro in funzione dell’investimento fatto.
L’apertura di un conto con 24option è davvero molto semplice. Basta infatti lasciare i propri dati personali e scegliere la valuta di riferimento, tra cui anche l’euro. Tutti i nuovi clienti possono iniziare con un deposito minimo di almeno 200 dollari o l’equivalente  nella valuta scelta al momento della registrazione. Basta solo questo per iniziare a fare trading  tramite 24option. E’ possibile effettuare il versamento della somma di denaro che si desidera investire tramite carta di credito, Visa o Mastercard, oppure tramite bonifico bancario. In tutti i casi si tratta di un deposito fatto in assoluta sicurezza.
Ricorda che il saldo del conto deve essere sufficiente a coprire tutte le posizioni aperte, in qualsiasi momento.
La piattaforma di trading, che poi è anche il sito web di 24option, è davvero semplice ed intuitiva. Non bisognerà fare altro che scegliere la coppia di valute, l’azione o la commodity su cui fare trading, prevederne l’andamento e fare la propria scelta. Ogni opzione che si sceglie ha una durata di circa 10 minuti, entro i quali si saprà se la previsione è stata giusta o meno.
L’assistenza di 24option è molto cortese e professionale. Può essere contattata tramite telefono, anche ad un numero italiano, via posta classica oppure via email. Inoltre, 24option mette a disposizione di tutti i clienti e di coloro che vogliono invece diventarlo, un efficiente servizio di chat dal vivo.
In conclusione possiamo dire che 24option è la scelta migliore che si possa fare qualora si stessero cercando delle alternative al Forex o al mercato azionario e si volesse investire in opzioni.

Trading Online : Analisi Fondamentale

Studio che analizza l'andamento futuro delle quotazioni di titoli azionari basato sulle situazioni economiche , patrimoniali e finanziarie storiche, presenti a prospettiche, delle società emittenti e sull' esame dei rispettivi settori di attività di appartenenza.

E' utilizzata per investimenti a medio - lungo termine.

 L'analisi fondamentale si serve di multipli sulla redditività di un' azienda e di multipli di borsa che mettono in correlazione il prezzo di borsa del titoli di una società con i valori di bilancio della stessa azienda.

lunedì 16 gennaio 2012

Impennata degli acquisti Bce di bond sovrani


La scorsa settimana la Bce ha triplicato gli acquisti dei titoli di Stato di paesi dell'Eurozona sul mercato secondario, che sono arrivati a 3,76 miliardi di euro rispetto agli 1,1 miliardi della settimana precedente. Lo comunica la stessa Bce, che, come di consueto, non specifica di quali paesi abbia acquistato le obbligazioni. Si tratta comunque di volumi relativamente modesti rispetto agli acquisti effettuati la scorsa estate. Finora la Bce ha speso 217 miliardi di euro per l'acquisto di quei titoli di Stato di paesi dell'Eurozona che registrano difficoltà sul mercato secondario.
Intanto si registra una nuova impennata dei depositi overnight delle banche presso la Bce. Oggi è stato raggiunto un nuovo record a quota 493,3 miliardi di euro, dopo il precedente picco di 489 miliardi segnato lo scorso venerdì. Permane quindi un clima di elevata sfiducia sul mercato interbancario, con gli istituti di credito che preferiscono "parcheggiare" fondi nelle casse di Francoforte per un rendimento dello 0,25%, notevolmente inferiore a quello che ricaverebbero prestandosi denaro a vicenda

Draghi: « Incertezza su crescita e debiti, situazione gravissima. Meno dipendenza dalle agenzie di rating »


«Siamo in una situazione gravissima». Il presidente della Bce Mario Draghi, nelle vesti di presidente dell'autorità europea per i rischi sistemici, non nasconde i suoi timori sulla crisi dell'Eurozona in audizione davanti alla commissione economico-finanziaria dell'Europarlamento. «Quando il mio predecessore Jean-Claude Trichet si è rivolto a questa commissione a ottobre - ha ricordato Draghi nel suo intervento a Strasburgo - ha detto che questa crisi aveva raggiunto dimensioni sistemica. Da allora è peggiorata, la situazione è molto grave e non dobbiamo assolutamente nasconderlo».
L'austerity si farà sentire sull'economia
Il presidente della Bce sottolinea come «negli ultimi mesi del 2011 la situazione di incertezza dei debiti sovrani (recentemente certificata dall'ondata di declassamenti da parte di S&P), insieme con le prospettive di crescita stagnante, hanno portato a distorsioni gravi dell'economia reale». Le misure di austerità varate dai governi europei comporteranno una contrazione «nel breve termine».
Attenzione alla crescita
Tuttavia non ci sono alternative al consolidamento di bilancio secondo il presidente della Banca centrale europea. Per contrastarli, Draghi auspica che i governi mettano a punto «riforme strutturali per aumentare la competitività, rafforzare la crescita e creare posti di lavoro». Insomma non solo rigore. «Non ci può essere stabilità senza crescita e non ci può essere crescita senza la sostenibilitá dei conti pubblici» ribadisce a più riprese. Nel suo intervento peraltro riconosce «gli sviluppi incoraggianti» emersi dalle politiche dei governi dell'eurozona per il consolidamento dei conti pubblici.

Più concorrenza nel mercato del rating
«Non manca un accenno alle agenzie di rating. «Dobbiamo imparare a vivere non senza di loro, ma con loro - dice il presidente della Bce - dando un potere molto più limitato di quello che hanno attualmente». Il numero uno dell'Eurotower invoca inoltre maggiore concorrenza in un mercato, quello del rating, dominato da tre società (Moody's, S&P e Fitch ndr.). Proprio mentre S&P annuncia il declassamento del fondo salva stati Efsf. Draghi spiega inoltre che per il fondo salvastati potrebbe essere necessario «un contributo aggiuntivo da parte dei paesi a tripla A». Il presidente non sapeva che il rating dell'Efsf era effettivamente appena stato ridotto da Standard & Poor's. «Se non manterrà la tripla A - osserva rispondendo alla domanda di un deputato Ue - o presterà di meno, o lo farà a un tasso più elevato. Oppure manterrà lo stesso livello di rating e la stessa capacità di prestito, ma per questo serviranno contributi aggiuntivi da parte di paesi a tripla A».
Rischi per le banche dal rifinanziamento in dollari
Quanto alla situazione del settore bancario, Draghi lancia l'allarme sulle tensioni sul finanziamento in dollari che «può minare la solvibilità nell' Ue». I finanziamenti in dollari sono un fattore di rischio e potrebbero spingere «il rischio di azzardo morale» per le banche europee raccomandando ai supervisori nazionali «di monitorare da vicino il finanziamento ed i rischi di liquidità in dollari delle banche e, quando appropriato, limitare tali rischi prima che raggiungano un livello eccessivo».
Le banche si rafforzino con aumenti di capitale
Parlando delle raccomandazioni dell'Eba, l'autorità bancaria europea che ha imposto un rafforzamento patrimoniale al settore del credito, Draghi auspica che vengano «attuate principalmente attraverso un aumento dei livelli di capitale». Bisogna insomma evitare il rischio di «un processo disordinato ed eccessivo di deleveraging». Cioè che le banche, per rafforzare il proprio patrimonio, riducano i finanziamenti alle imprese. Un fenomeno che tuttavia sarebbe già in atto in alcune parti del sistema, come ricorda lo stesso Draghi.
Più liquidità al sistema con le maxi-aste Bce
Il presidente della Bce difende poi la maxi iniezione di liquidità alle banche messa in atto con le recenti aste di rifinanziamento a 36 mesi. «Siamo soddisfatti, le banche che ridepositano alla Bce la liquidità (proprio oggi i depositi hanno segnato un nuovo record ndr.) non sono sempre le stesse che l'hanno ottenuta con le nostre operazioni, in effetti c'é più liquidità in circolazione». Draghi aggiunge inoltre che è prematuro tirare delle conclusioni sull'effetto dell'operazione a sostegno della liquidità perché «deve passare del tempo perché le iniezioni di liquidità si trasferisca sul livello di credito» delle banche all'economia.

Portogallo a rischio ristrutturazione del debito


Il rendimento dei Bond portoghesi a 10 anni ha toccato oggi il picco storico al 13,8%, in rialzo di 180 punti base rispetto alla chiusura di venerdì. In rialzo i rendimenti anche sulla curva a breve: i titoli a due anni balzano al 13,49% e i bond a tre anni al 16,8%.
Contemporaneamente il costo dei cds (credit default swap, una sorta di polizze che assicurano dal rischio di fallimento dei titoli sottostanti, in questo caso i bond emessi dal governo di Lisbona) è balzato di 60 punti base a 1.143 punti, secondo Markit (costa 1,14 milioni di dollari assicurare 10 milioni di debito emesso dal Portogallo).
Dopo il taglio di S&Poor's di venerdì il debito portoghese è considerato sotto la categoria "investment grade" all'unanimità dalle tre agenzie statunitensi (per Moody's è Ba2, per Fitch + BB+ e per S&P BB).
«Adesso il bond del Portogallo sono considerati junk (spazzatura, ndr) - spiegano alcuni analisti intervistati dalla Dow Jones - dalle tre agenzie di rating. Ciò significa che è stato rimosso da molti panieri».
Gli investitori temono adesso che il Portogallo - entrato nell'orbita dei piani di salvataggio della Bce grazie ai quali accede a finanziamenti a tassi agevolati - abbia rotto un argine e, al pari della Grecia, sia direzionato verso una procedura di ristrutturazione del debito.

Serve un' Europa unita per superare la crisi

Gli USA si sono e si statto tutt'ora rialzando dopo la loro crisi del 2007 - 2009, perchè l' Europa non riesce a risollevarsi? Tutto sta nella difficoltà politica di attuare manovre importanti a livello europeo, chi per una cosa chi per un'altra mette dei paletti che frenano la ripresa; la Germania non vuole pagare i debiti di tutti con la sua potenza economica per esempio. Se l'europa nn riesce a trovare una stabilità politica e una coesione amggiore nn si andrà da nessuna parte e resteremo nella burrasca.

Occasione Unicredit

La grande banca Italiana protagonista delle ultime settimane all'insegna del ribasso ora ha un prezzo per azione troppo vantaggioso per non poter comprare. La ricapitalizzazione è costata molto però ora la banca può guardare al futuro e gli investitori dovrebbero acquistare questo titolo perchè è molto basso e potrebbe fruttare ottimi profitti.

venerdì 13 gennaio 2012

Standard & Poor faranno un downgrade alla Francia

L'agenzia di rating ha fatto sapere che effettuerà il downgrade della Francia facendole perdere la tripla A.

Questo ha fatto collassare le borse europee che hanno visto annullare i propri guadagni della mattinata e andando a perdere circa l' 1 %. Anche il cambio euro - dollar ha visto un brusco calo dell'euro che adesso è scambiato a 1,2666 dollari. 

La Francia ha visto salire lo spread con i titoli tedeschi a 135 punti.

giovedì 12 gennaio 2012

Broker per Trading Online parte 1. AVAFX

La prima cosa che viene in mente quando si entra nel mondo di AVAFX è quanto sia facile da usare la sua interfaccia: risulta evidente quando si naviga nel suo sito web, dove si possono reperire tutte le informazioni necessarie, chiare ed accessibili, per chiunque sia nuovo in questa azienda. La qualità della sua piattaforma di commercio Forex – Ava Trader, è perfino migliore, tutte le caratteristiche sono distanti solo un click di mouse.

Il processo di registrazione è facile e libero da qualsiasi tipo di seccatura, sia per il conto Dimostrativo che per quello con Soldi Veri. AVAFX concede ai commercianti 21 giorni per provare il loro conto di pratica da 100.000$ sui loro strumenti di commercio avanzati, con dozzine di coppie di valute e Metalli. I Conti Reali possono essere finanziati tramite Paypal, Webmoney o Western Union, mentre il finanziamento della Carta di Credito è immediato e i clienti possono accedere direttamente ai loro conti con tutti i vantaggi offerti dal commercio Forex.

Gli Account del Commercio dal Vivo possono essere divisi in conti d’Argento, con un deposito minimo di 100$, d’Oro, con un deposito minimo di 1.000$, e di Platino, con un deposito minimo di 10.000$. Essi si caratterizzano anche per un Account Islamico. AVAFX offre bonus ed offerte speciali ai nuovi commercianti, come tassi ridotti sul deposito minimo, bonus speciali usando metodi di pagamento specificati o denaro in contanti aggiunto al tuo conto sul primo deposito.

Il sito di Ava FX ospita un Centro di Assistenza Online che consiste nelle conoscenze di base relative alle questioni più comuni sul commercio Forex in generale, commerciare con Ava e risolvere problemi tecnici che potrebbero presentarsi usando la loro piattaforma. Ava FX offre anche un Supporto Multilingue disponibile 24 ore al giorno tramite Chat o Telefono (con un Numero Verde Americano). Gli addetti sono molto disponibili ed informati, e con 3 Stelle assegnate ai servizi di assistenza di Ava, Ava FX è una compagnia di intermediazione registrata presso la BVI con lo status di socio dell’NFA. Ha il sostegno di un Grande Conglomerato Finanziario che ha oltre 16 Miliardi di dollari in attivo. La posizione di Ava FX viene rafforzata dal fatto che la sua verifica di bilancio viene effettuata da Ernst & Young, la quarta azienda di revisione contabile più grande del mondo, e anche perché dispone di un conto bancario presso la Commerz Bank di Francoforte, in Germania.

Tasso d'interesse e valore delle valute

Voglio spiegare qual'è il collegamento tra il tasso d'interesse dettato dalle banche centrali dei paesi e il valore delle valute degli stessi.

In europa a gestire il denaro, quindi l'emissione di moneta, è la Banca Centrale Europea conosciuta anche come BCE in Italia e ECB all'estero (European Central Bank); ed è questo istituto finanziario, governato ora dal nostro connazionale Mario Draghi, a dettale la politica economica europea alzando o diminuendo il tasso d'interesse.

Che cos'è il tasso d'interesse e che succede quando si alza o si abbassa?

Il tasso d'interesse è il costo del denaro. Se il tasso si alza vuol dire che il denaro costa di più e quindi si da al mercato un segnale che viene interpretato come un rafforzamento del valore della moneta, derivato magari da un miglioramento delle economie interne europee; quindi se il valore della moneta aumenta ovviemente gli intestitori acquisteranno euro, questo fa presumere che negli scambi di valute, l'euro, vedrà incrementare il suo valore nei confronti delle avversarie.

Nel caso il tasso d'interesse scende vuol dire che l'economia sta rallentando e che occorre emettere più moneta, per farlo appunto si abbassa il tasso d'interesse per evitare costi del denaro troppo onerosi. Il mercato ovviamente prende questo segnare come una perdita di valore della moneta e gli intestitori correranno al riparo acquistando valute straniere.

Unicredit vola anche grazie al Kazakistan

Unicredit è in crescita del 5,24% a quota 2,692 euro (+16,55% a 1,352 euro i diritti dell'aumento di capitale in corso), spinta dalla notizia che il fondo sovrano del Kazakistan, Samruk Kazyna Fund, avrebbe acquistato quasi il 5% del capitale, informando Bankitalia, nell'ambito di un'operazione amichevole.

Altri upgrade dei broker accompagnano la corsa del titolo. Oggi Natixis ha alzato il giudizio da reduce a buy, Citigroup da neutral a buy (il target price passa da 5,6 a 4 euro), mentre Goldman Sachs si è limitata da abbassare il prezzo obiettivo da 6,87 a 3,90 euro e le stime di Eps 2012 (da 0,44 a 0,21 euro per azione) e 2013 (da 0,76 a 0,39 euro per azione), confermando la raccomandazione neutral.

mercoledì 11 gennaio 2012

Super Mario Monti intimidisce Berlino

Che cosa spiega Il linguaggio del corpo dei leader durante la conferenza stampa alla bundescancelleria di Berlino? Che il professor Monti sembra avere ritrovato la tranquillità di chi ha messo i conti pubblici italiani in sicurezza e ora pensa alle riforme strutturali e alle liberalizzazioni con la chiarezza di idee di una vita di studio, da ex allievo di Tobin e dieci anni di commissario europeo alla concorrenza alle spalle. La Merkel, invece, è apparsa stranamente nervosa.
Nervosa perché l'allievo italiano di norma indisciplinato ha fatto, sorprendentemente e bene, i compiti a casa alla velocità della luce e ora, in cambio, chiede una politica di sviluppo europea e il rilancio del mercato unico. Un campo minato per la cancelliera, che ha a che fare con un elettorato ossessionato dalle tasse e dal fatto che I tedeschi rifutano di essere chiamati a rispondere e a pagare per gli errori altrui.
I partner liberali sono in allarme, minacciano sfracelli e la Merkel somatizza, costretta ad ammettere che se non ci fosse stata la solidarietà degli altri europei ai tempi dell'unificazione tedesca, costata lacrime e sangue, lei non sarebbe lì, adesso. Il professore annuisce e ricorda sorridendo la bontà dell'economia sociale di mercato alla tedesca che si basa su mercato, ma anche - si badi bene - su equità e solidarietà. La Merkel non può non convenirne e in cuor suo, molto probabilmente, pensa che ora non ha più alibi: tocca alla Germania fare finalmente qualcosa di europeo.

La speculazione è il flagello della finanza

La speculazione finanziaria è la causa dei mali della finanza globale; il debito indotto; far girare voci ( indipendentemente che esse siano false o vere) riguardo aziende o paesi; come per esempio la speculazione su Unicredit e tutto il settore bancario oppure la speculazione sui paesi come la Grecia e l'Italia.

Speculare non è altro che trarre profitto con le oscillazioni di prezzo delle azioni o dei titoli.

Esiste la speculazione al rialzo e quella al ribasso; la speculazione al rialzo detta anche rialzista consiste nel far girare voci positive riguardo un azienda / paese e acquistare al minor prezzo per poi vendere quando il prezzo è salito; la speculazione al ribasso è tutto l'opposto.
Quella al ribasso è "malvagia" rispetto a quella al ribasso, si può speculare al ribasso anche allo scoperto. Speculare al ribasso allo scoperto non è altro che prendere in prestito dei titoli e rivenderli quando il prezzo è calato.

lunedì 9 gennaio 2012

Cosa succederebbe se si tornasse alla Lira ?

Vi sarebbero principalmente due scenari, uno seguente all'altro.

Il primo scenario è che l'Italia perderebbe moltissimo potere d'acquisto sulle grandi monete estere. Se con l'euro si pagava un prezzo, con la lira si pagherebbe tre volte tanto, questo manderebbe nel panico le importazioni di tutti i beni primari e il costo della vita aumenterebbe drasticamente. L'energia, che per buona parte la acquistiamo dall'estero, costerebbe tantissimo e la disoccupazione andrebbe alle stelle. L'economia rallenterebbe ancora di più.

Il secondo scenario è che svalutandosi la moneta anche il debito pubblico si svaluterebbe, portando lo stato a un sorprendente miglioramento dei conti pubblici. Le esportazioni triplicherebbero dato che a parità di livello tecnologico, avendo una moneta svalutata, il prezzo per le esportazioni verso paesi con valuta più forte si ridurrebbe di circa tre volte. I prodotti italiani esportati, famosi per qualità, sarebbero richiesti molto di più, facendo un esempio, dei prodotti tedeschi.

In sostanza se il paese riuscisse a sostenere il periodo di instabilità economica iniziale, passando attraverso a un default parziale, successivamente diventerebbe un economia temibile a livello globale.

venerdì 6 gennaio 2012

Unione Europea minaccia l' Iran di embargo del petrolio

L'Ue ha minacciato un embargo sul petrolio iraniano, che danneggerebbe gli interessi dei consumatori del Vecchio Continente, secondo Mohammad Ali Khatibi, governatore dell'Iran in seno all'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec).

 

L'embargo "metterebbe ad alto rischio la sicurezza della fornitura" di greggio. "Questo è un gioco molto pericoloso", ha spiegato Khatibi, sottolineando che l'Unione europea non ha ancora fatto nessun annuncio ufficiale sull'argomento.

L'Iran da parte sua ha detto di non essere preoccupato dalla prospettiva dell'embargo petrolifero che l'Ue si appresta ad approvare. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Ali Akbar Salehi. "L'Iran è sempre stato pronto a rispondere ad azioni ostili di questo tipo, le sanzioni non ci preoccupano in alcun modo", ha sottolineato Saleh. "Abbiamo già preso le nostre misure", ha spiegato, "negli ultimi 32 anni abbiamo resistito a molte tempesta, sopravviveremo anche a questo".


giovedì 5 gennaio 2012

Ombra della speculazione illecita su Unicredit

Hedge fund esteri in manovra sul titolo UniCredit. Le indiscrezioni su operazioni speculative avviate oggi sul titolo UniCredit, secondo quanto risulta a Radicor, trovano le prime conferme. Ora sarà la Consob a verificare le responsabilità e chiarire i contorni delle operazioni speculative in corso.

La commissione proprio oggi ha messo sotto osservazione l'andamento del titolo che ha perso il 29% in due giorni. La prima ondata di vendite era certamente scontata, sulla seconda i sospetti di operazioni quanto meno spregiudicate non mancano. In due giorni UniCredit ha perso il 29% in due giorni, bruciando oltre 3,5 miliardi di

Fonte www.ilsole24ore.it

Gli italiani voglioni spendere, lo dimostrano i saldi

I recenti aumenti delle tariffe di energia, carburante e chi più ne ha più ne metta stanno gravando molto sulle tasche italiane tanto che rispetto all'anno scorso il 30% in più ha preferito non partire per l'epifania; ma la voglia del paese di spendere, quindi la voglia di far girare l'economia è molto presente; ne sono la prova i risultati dei primi giorni di saldi.
L' Italia ha le potenzialità di tornare a crescere, bisogna aspettare che le acque tempestose dei mercati si plachino, per esempio finché non finisce il periodo della ricapitalizzazione delle banche i mercati azionari italiani ed europei saranno sempre sotto pressione.

Pensioni Italiane o Pensioni Americane ?

Ora voglio affrontare un temache è quasi all'ordine del giorno in Italia; le pensioni.

La pensione in italia non è altro che una restituzione di soldi dallo stato al cittadino. Durante la vita lavorativa lo stato trattiene dalle buste paga del lavoratore una percentuale chiamata " contributo INPS " che in teoria mette da parte fino a quando i lavoratore non smetterà di lavorare; andrà in pensione. Una volta in pensione il lavoratore riceverà quello che gli è stato tolto mese dopo mese fino al giorno della sua dipartita, da come l'ho detto lo stato fa solo da intermediario, ma non è così, lo stato oltre a quello che gli ha trattenuto deve dargli anche una sorta di interessi, quindi diventa un costo.

Il problema principale è che lo stato, i soldi che trattiene durante la vota lavorativa, non li mette da parte ma li usa per pagare le pensioni di chi sta già in pensione; ma con la crisi del lavoro e l'allungamento della vita media, il rapporto di chi contribuisce ( i lavoratori ) e di chi beneficia ( i pensionati ) non è più equilibrato.
In America non funziona in questo modo; in america lo stato nn si occupa delle pensioni, è il cittadino che dovrà avere il buon senso di mettere da parte i soldi per quando non lavorerà più.



Per me questa è la cosa migliore perchè prima di tutto è il cittadino a decidere quanto mettere da parte e trovandosi più soldi nella busta paga può gestirsi meglio durante la vita lavorativa, non meno importante è il carico di spesa per lo stato che verrebbe evitato; l'economia girerebbe di più perchè i soldi in più in busta paga stimolano i consumi, aumentano il giro di soldi con gli istituti di credito facilitando le emissioni di credito per imprese e privati. 

Se in Italia si adottasse il metodo americano i soldi che lo stato risparmierebbe dalle pensioni potrebbero essere investiti per migliorare gli ammortizzatori sociali o investiti in infrastrutture per dare una scossa all'economia; nel frattempo sarebbero i cittadini a provvedere da soli a risparmiare i soldi per quando vorranno smettere di lavorare ( se sono autonomi ) o per quando dovranno smettere di lavorare per favorire il ricambio generazionale.