Un'alternativa è preferibile ad un'altra se partendo da due situazioni (B ed A) passiamo da una situazione vecchia ad una nuova e da quel punto si sta meglio a livelli di efficienza o almeno un solo soggetto sta meglio e nessuno sta peggio.
Se raggiunta un'allocazione dove non esiste modo per migliorare un soggetto senza peggiorarne un altro, allora siamo in una situazione di ottimo paretiano.
L'efficienza può essere raggiunta sia lavorando sulla produzione che lavorando sugli scambi.
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giovedì 11 ottobre 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Vola il settore del lusso
Il settore del lusso vola in borsa. Il lusso è un settore con un'elasticità della domanda molto alta, questo vuol dire che in tempo di crisi sono i primi a cadere e in tempi buoni i primi a risalire.
E' un possibile segnale di ripresa economica e di fiducia degli investitori nella ripresa dell'economia.
E' un possibile segnale di ripresa economica e di fiducia degli investitori nella ripresa dell'economia.
lunedì 9 gennaio 2012
Cosa succederebbe se si tornasse alla Lira ?
Vi sarebbero principalmente due scenari, uno seguente all'altro.
Il primo scenario è che l'Italia perderebbe moltissimo potere d'acquisto sulle grandi monete estere. Se con l'euro si pagava un prezzo, con la lira si pagherebbe tre volte tanto, questo manderebbe nel panico le importazioni di tutti i beni primari e il costo della vita aumenterebbe drasticamente. L'energia, che per buona parte la acquistiamo dall'estero, costerebbe tantissimo e la disoccupazione andrebbe alle stelle. L'economia rallenterebbe ancora di più.
Il secondo scenario è che svalutandosi la moneta anche il debito pubblico si svaluterebbe, portando lo stato a un sorprendente miglioramento dei conti pubblici. Le esportazioni triplicherebbero dato che a parità di livello tecnologico, avendo una moneta svalutata, il prezzo per le esportazioni verso paesi con valuta più forte si ridurrebbe di circa tre volte. I prodotti italiani esportati, famosi per qualità, sarebbero richiesti molto di più, facendo un esempio, dei prodotti tedeschi.
In sostanza se il paese riuscisse a sostenere il periodo di instabilità economica iniziale, passando attraverso a un default parziale, successivamente diventerebbe un economia temibile a livello globale.
Il primo scenario è che l'Italia perderebbe moltissimo potere d'acquisto sulle grandi monete estere. Se con l'euro si pagava un prezzo, con la lira si pagherebbe tre volte tanto, questo manderebbe nel panico le importazioni di tutti i beni primari e il costo della vita aumenterebbe drasticamente. L'energia, che per buona parte la acquistiamo dall'estero, costerebbe tantissimo e la disoccupazione andrebbe alle stelle. L'economia rallenterebbe ancora di più.
Il secondo scenario è che svalutandosi la moneta anche il debito pubblico si svaluterebbe, portando lo stato a un sorprendente miglioramento dei conti pubblici. Le esportazioni triplicherebbero dato che a parità di livello tecnologico, avendo una moneta svalutata, il prezzo per le esportazioni verso paesi con valuta più forte si ridurrebbe di circa tre volte. I prodotti italiani esportati, famosi per qualità, sarebbero richiesti molto di più, facendo un esempio, dei prodotti tedeschi.
In sostanza se il paese riuscisse a sostenere il periodo di instabilità economica iniziale, passando attraverso a un default parziale, successivamente diventerebbe un economia temibile a livello globale.
lunedì 2 gennaio 2012
2012 : Anno di una possibile ricrescita economica o ancora un anno di dubbi ?
Nel 2011 l'economia degli stati occidentali ha vissuto alcune dei momenti più brutti dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008. Le economie europee e quella americana sono state oggetto di tutti i principali fatti economici. In Europa la protagonista, soprattutto nella seconda metà del 2011, è stata proprio l'Italia. Il nostro paese è il più a rischio default dopo la Grecia e per evitare che succedesse lo stesso il governo ha iniziato da luglio a preparare la famosa manovra finanziaria che doveva salvare l'Italia dagli attacchi speculativi.
Dall'altra parte dell'oceano e sempre nel periodo di luglio gli Stati Uniti hanno rischiato il default, ma alzando il tetto del debito (la quantità massima di indebitamento) hanno evitato il crollo. Il 2011 è anche stato l'anno del cambiamento del governo Italiano, la fine Berlusconismo con l'entrata in scena del governo tecnico che, come abbiamo visto, ha fatto più cose in 2 mesi che gli altri in 20 anni. La manovra finanziara andava fatta, senza discussioni; è una bella mazzata, ma a dirla tutta sono dei provvedimenti che dovevano essere diluiti in 20 anni, ma dato che la politica fino ad ora ha fatto i suoi porci comodi, e il tempo è quello che è, la manovra è stata fatta tutta insieme.
Ora, nel 2012, è possibile che l'economia veda un momento positivo, dato che i paesi stanno finalmente attuando le direttive europee sulla rigidità dei conti pubblici. Una volta messi in sicurezza i propri conti, inizieranno le manovre per la crescita (la fase 2 del governo Italiano).
Con un indice FTSE-Mib che ha visto un crollo di 10000 punti dall'inizio dell'anno 2011, la situazione, vista con l'occhio di un investitore straniero, è molto interessante. Lo stato ha messo in sicurezza i conti, e ora provvederà alla crescita economica, quindi l'investitore vedendo in indice Mib che ha toccato il minimo storico di circa 13000 punti penserà " l'italia ora è sicura, se investo adesso avrò un alto rendimento, (i titoli italiani ora rendono circa il 7%) tanto ormai non può andare più giù di quando andava prima della manovra, è un ottimo investimento" ( Almeno io la vedo così ).
Il cambio Euro-Dollaro è tornato ai livelli di inizio 2011, 1.2950 è un punto di minimo molto solido, ma un cambio così basso potrà favorire le esportazioni (più potere di acquisto delle monete estere sulla merce europea), quindi maggiori entrate commerciali per gli stati. Gli altri paesi europei per evitare di raggiungere di indebitamento elevati come in Italia già stanno adottando manovre difensive per i conti. In sostanza si può dire che il peggio è passato, almeno in Europa.
I dubbi vengono dall'economia americana sempre più indebitata e su una possibile crisi petrolifera derivata dagli attriti degli Stati Uniti con l'Iran, se non si risolveranno l'Iran ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, dove passa 1/6 del petrolio globale. Nel caso succedesse si rischierebbe un innalzamento esagerato del costo del petrolio, dato che aumenterebbe la domanda mondiale, e sappiamo tutti che se il petrolio sale, sale anche tutto il resto, vedendo diminuire ancora il nostro potere di acquisto.
Quindi il 2012 è l'anno della possibile ripartenza europea, ma anche l'America ora deve far vedere che può fronteggiare la crisi.
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