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sabato 28 gennaio 2012

Investire in titoli Greci dopo l' Haircut è ancora presto

Per investire in titoli greci non basterà vedere il debito ellenico tagliato, la Grecia dovrà iniziare a crescere economicamente altrimenti per lei sarà difficile sostenere il suo debito, anche se ridotto.
Prima di investire in titoli greci bisognerà aspettare che il governo greco inizi a riformare l'economia per favorire la crescita.

giovedì 5 gennaio 2012

Gli italiani voglioni spendere, lo dimostrano i saldi

I recenti aumenti delle tariffe di energia, carburante e chi più ne ha più ne metta stanno gravando molto sulle tasche italiane tanto che rispetto all'anno scorso il 30% in più ha preferito non partire per l'epifania; ma la voglia del paese di spendere, quindi la voglia di far girare l'economia è molto presente; ne sono la prova i risultati dei primi giorni di saldi.
L' Italia ha le potenzialità di tornare a crescere, bisogna aspettare che le acque tempestose dei mercati si plachino, per esempio finché non finisce il periodo della ricapitalizzazione delle banche i mercati azionari italiani ed europei saranno sempre sotto pressione.

Pensioni Italiane o Pensioni Americane ?

Ora voglio affrontare un temache è quasi all'ordine del giorno in Italia; le pensioni.

La pensione in italia non è altro che una restituzione di soldi dallo stato al cittadino. Durante la vita lavorativa lo stato trattiene dalle buste paga del lavoratore una percentuale chiamata " contributo INPS " che in teoria mette da parte fino a quando i lavoratore non smetterà di lavorare; andrà in pensione. Una volta in pensione il lavoratore riceverà quello che gli è stato tolto mese dopo mese fino al giorno della sua dipartita, da come l'ho detto lo stato fa solo da intermediario, ma non è così, lo stato oltre a quello che gli ha trattenuto deve dargli anche una sorta di interessi, quindi diventa un costo.

Il problema principale è che lo stato, i soldi che trattiene durante la vota lavorativa, non li mette da parte ma li usa per pagare le pensioni di chi sta già in pensione; ma con la crisi del lavoro e l'allungamento della vita media, il rapporto di chi contribuisce ( i lavoratori ) e di chi beneficia ( i pensionati ) non è più equilibrato.
In America non funziona in questo modo; in america lo stato nn si occupa delle pensioni, è il cittadino che dovrà avere il buon senso di mettere da parte i soldi per quando non lavorerà più.



Per me questa è la cosa migliore perchè prima di tutto è il cittadino a decidere quanto mettere da parte e trovandosi più soldi nella busta paga può gestirsi meglio durante la vita lavorativa, non meno importante è il carico di spesa per lo stato che verrebbe evitato; l'economia girerebbe di più perchè i soldi in più in busta paga stimolano i consumi, aumentano il giro di soldi con gli istituti di credito facilitando le emissioni di credito per imprese e privati. 

Se in Italia si adottasse il metodo americano i soldi che lo stato risparmierebbe dalle pensioni potrebbero essere investiti per migliorare gli ammortizzatori sociali o investiti in infrastrutture per dare una scossa all'economia; nel frattempo sarebbero i cittadini a provvedere da soli a risparmiare i soldi per quando vorranno smettere di lavorare ( se sono autonomi ) o per quando dovranno smettere di lavorare per favorire il ricambio generazionale.

lunedì 2 gennaio 2012

2012 : Anno di una possibile ricrescita economica o ancora un anno di dubbi ?


Nel 2011 l'economia degli stati occidentali ha vissuto alcune dei momenti più brutti dallo scoppio della crisi finanziaria nel 2008. Le economie europee e quella americana sono state oggetto di tutti i principali fatti economici. In Europa la protagonista, soprattutto nella seconda metà del 2011, è stata proprio l'Italia. Il nostro paese è il più a rischio default dopo la Grecia e per evitare che succedesse lo stesso il governo ha iniziato da luglio a preparare la famosa manovra finanziaria che doveva salvare l'Italia dagli attacchi speculativi.



Dall'altra parte dell'oceano e sempre nel periodo di luglio gli Stati Uniti hanno rischiato il default, ma alzando il tetto del debito (la quantità massima di indebitamento) hanno evitato il crollo. Il 2011 è anche stato l'anno del cambiamento del governo Italiano, la fine Berlusconismo con l'entrata in scena del governo tecnico che, come abbiamo visto, ha fatto più cose in 2 mesi che gli altri in 20 anni.
La manovra finanziara andava fatta, senza discussioni; è una bella mazzata, ma a dirla tutta sono dei provvedimenti che dovevano essere diluiti in 20 anni, ma dato che la politica fino ad ora ha fatto i suoi porci comodi, e il tempo è quello che è, la manovra è stata fatta tutta insieme.


Ora, nel 2012, è possibile che l'economia veda un momento positivo, dato che i paesi stanno finalmente attuando le direttive europee sulla rigidità dei conti pubblici. Una volta messi in sicurezza i propri conti, inizieranno le manovre per la crescita (la fase 2 del governo Italiano).

Con un indice FTSE-Mib che ha visto un crollo di 10000 punti dall'inizio dell'anno 2011, la situazione, vista con l'occhio di un investitore straniero, è molto interessante. Lo stato ha messo in sicurezza i conti, e ora provvederà alla crescita economica, quindi l'investitore vedendo in indice Mib che ha toccato il minimo storico di circa 13000 punti penserà " l'italia ora è sicura, se investo adesso avrò un alto rendimento, (i titoli italiani ora rendono circa il 7%) tanto ormai non può andare più giù di quando andava prima della manovra, è un ottimo investimento" ( Almeno io la vedo così ).
Il cambio Euro-Dollaro è tornato ai livelli di inizio 2011, 1.2950 è un punto di minimo molto solido, ma un cambio così basso potrà favorire le esportazioni (più potere di acquisto delle monete estere sulla merce europea), quindi maggiori entrate commerciali per gli stati. Gli altri paesi europei per evitare di raggiungere di indebitamento elevati come in Italia già stanno adottando manovre difensive per i conti. In sostanza si può dire che il peggio è passato, almeno in Europa.

I dubbi vengono dall'economia americana sempre più indebitata e su una possibile crisi petrolifera derivata dagli attriti degli Stati Uniti con l'Iran, se non si risolveranno l'Iran ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz, dove passa 1/6 del petrolio globale. Nel caso succedesse si rischierebbe un innalzamento esagerato del costo del petrolio, dato che aumenterebbe la domanda mondiale, e sappiamo tutti che se il petrolio sale, sale anche tutto il resto, vedendo diminuire ancora il nostro potere di acquisto.
Quindi il 2012 è l'anno della possibile ripartenza europea, ma anche l'America ora deve far vedere che può fronteggiare la crisi.