Tutti sanno che nell'ultimo anno la BCE (banca centrale europea) si è fatta in quattro per salvare l'europa dal tracollo finanziario dovuto alla crisi del debito sovrano. Ha comprato titoli degli stati in difficoltà a destra e a manca facendo credito con la maggior parte degli stati che gli investitori chiamano "ad alto rischio", e questi titoli sono stati comprati con un tasso di interesse molto elevato.
Come si ricorda, la crisi del debito pubblico è sorta conseguentemente alla crisi del debito privato, quando è scoppiata la bomba sulle banche americane e a catena su quelle di tutto il mondo; gli stati hanno dato moltissima liquidità per tappare le perdite ed evitare il tracollo del sistema finanziario.
Le Banche centrali, a loro volta (FED e BCE per USA e UE), hanno fatto, e continuano a fare lo stesso; solo che adesso lo gli stati sono diventati debitori. Le banche centrali chiamate anche prestatori di ultima istanza (cioè che loro prestano denaro a banche e stati, e stampano moneta) hanno acquistato il debito degli stati a più alto rischio tracollo; vedi Grecia, Italia, Portogallo e USA.
Il problema è che il debito pubblico è una spirale che tende sempre a ingigantirsi e non contrastata con i mezzi adatti; invece fino ad ora per salvare il mondo dai debiti, si son fatti altri debiti.
Le crisi sono cicliche e quindi è provato che tendono a tornare; ma la prossima volta potrebbe essere molto problematico. Se le banche centrali entrano in crisi perchè gli stati, dei quali hanno acquistato titoli, rientrano in crisi; quello che è toccato adesso alle banche private accadrebbe alle banche centrali; e allora chi le aiuterà se sono loro prestatori di ultima istanza?
Ne avranno di banconote da stampare...
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mercoledì 16 maggio 2012
martedì 15 maggio 2012
Questione Grecia, le ragioni della Germania e la Francia
La crisi della Grecia ormai è una delle nostre maggiori compagne su ogni quotidiano e spesso in prima pagina, tutti gli stati europei che non vogliono che la Grecia dichiari bancarotta e nel frattempo per evitare che questo accada fanno stringere la cinta ancora di più ai poveri greci.
Ma le vere ragioni non stanno nell'etica o in qualcosa che rispecchi la bontà dell'animo umano verso il paese del souvlaki; semplicemente la Germania come la Francia e anche l'Italia (ma decisamente meno) sono esposti nel debito greco per decine di miliardi di euro e se la Grecia dichiarasse default i colossi europei si ritroverebbero con una perdita secca in bilancio; facendo una somma media; per almeno 200 miliardi di euro, dei quali 80 solo tra Francia e Germania.
Qui sotto vi riporto una breve illustrazione della distribuzione del debito in europa tra i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia, Spagna):
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martedì 31 gennaio 2012
La crisi finanziaria americana del 2008
In questo articolo voglio spiegare in termini semplici come è iniziata la crisi finanziaria del 2008 americana che ora dopo varie trasformazioni è diventata la crisi del debito sovrano del 2011.
Le grandi banche di investimento americane erano solite vendere mutui alla clientela che non era in grado di garantire il rimborso sicuro delle rate, i così detti mutui subprime, e per equilibrare l'alto rischio di copertura del credito le banche vendevano questi mutui a tassi più alti del normale. Queste stesse banche erano anche solite investire in prodotti finanziari utilizzando un alto effetto leva, che amplificava sia i guadagni che le perdite.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando le banche utilizzavano il credito dei subprime per investire in prodotti finanziari sia derivati che normali, e quando le famiglie non riuscirono più a sopportare l'aumento dei tassi di interesse, il castello di carte crollò, le banche si trovarono ad aver investito soldi che non avevano e si aprì una voragine nei loro conti economici amplificata dall'alto leveraggio.
Il governo per salvare il sistema finanziario iniettò una massa enorme di liquidità indebitandosi fino all'osso; e il debito che prima era in mano alle banche passò in mano allo stato, e si sa che le manovre pubbliche sono sempre più lente di quelle private.
L'europa all'inizio non fu colpita da questa crisi perché le banche europee mantennero un'etica migliore nel dare credito.
La crisi dell' eurozona iniziò quando fu reso pubblico che la Grecia non era in grado di soddisfare i propri debiti, per colpa dei suoi investimenti sbagliati e della poca crescita, la speculazione la attaccò e per evitare un default gli stati europei si indebitarono per salvarla, e adesso si sta lottando per ripagare questo debito tramite manovre di austerità e aste continue di titoli di stato.
Le grandi banche di investimento americane erano solite vendere mutui alla clientela che non era in grado di garantire il rimborso sicuro delle rate, i così detti mutui subprime, e per equilibrare l'alto rischio di copertura del credito le banche vendevano questi mutui a tassi più alti del normale. Queste stesse banche erano anche solite investire in prodotti finanziari utilizzando un alto effetto leva, che amplificava sia i guadagni che le perdite.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quando le banche utilizzavano il credito dei subprime per investire in prodotti finanziari sia derivati che normali, e quando le famiglie non riuscirono più a sopportare l'aumento dei tassi di interesse, il castello di carte crollò, le banche si trovarono ad aver investito soldi che non avevano e si aprì una voragine nei loro conti economici amplificata dall'alto leveraggio.
Il governo per salvare il sistema finanziario iniettò una massa enorme di liquidità indebitandosi fino all'osso; e il debito che prima era in mano alle banche passò in mano allo stato, e si sa che le manovre pubbliche sono sempre più lente di quelle private.
L'europa all'inizio non fu colpita da questa crisi perché le banche europee mantennero un'etica migliore nel dare credito.
La crisi dell' eurozona iniziò quando fu reso pubblico che la Grecia non era in grado di soddisfare i propri debiti, per colpa dei suoi investimenti sbagliati e della poca crescita, la speculazione la attaccò e per evitare un default gli stati europei si indebitarono per salvarla, e adesso si sta lottando per ripagare questo debito tramite manovre di austerità e aste continue di titoli di stato.
domenica 22 gennaio 2012
Euro torna a scendere sotto 1,29
Non appena si è aperta la seduta di borsa in Asia si è visto l'euro cedere contro le sue avversarie, il flusso di buone notizie ha fatto da leva per un rintracciamento tecnico che ci stava tutto, ma, almeno per ora, l'economia americana e delle altre valute rivali è più forte, l' Euro zona è ancora in piena crisi e finché non si vareranno misure definitive l'euro sarà destinato a essere messo in secondo piano.
Un momento dove l'euro probabilmente vedrà di nuovo un poco di ossigeno sarà quando la BCE ufficializzerà il piano di altri 1000 miliardi di euro.
Un momento dove l'euro probabilmente vedrà di nuovo un poco di ossigeno sarà quando la BCE ufficializzerà il piano di altri 1000 miliardi di euro.
BCE immetterà liquidità per 1000 miliardi sul mercato.
Mario Draghi rianima il Toro. Dal 21 dicembre scorso, quando la Bce ha prestato a tassi dell’1% liquidità a tre anni alle banche europee per l’intero ammontare da loro richiesto, Piazza Affari è salita del 5%, mentre lo spread fra Btp e Bund decennali è sceso da 500 a 432 punti base.
La mossa della Bce è anche riuscita a sterilizzare gli effetti del taglio del rating del debito sovrano italiano da A a BBB+ annunciato venerdì 13 gennaio da Standard & Poor’s. I mercati cominciano quindi a realizzare che Draghi ha aperto i rubinetti della liquidità sull’esempio della Federal Reserve che tre anni fa, dopo il fallimento di Lehman Brothers, varò una manovra di espansione monetaria da 1.700 miliardi di dollari.
Come ha sottolineato Morgan Stanley, dopo la nuova operazione di rifinanziamento a tre anni che si terrà a febbraio «il sostegno della Bce al sistema bancario europeo a febbraio supererà i 1.000 miliardi contro gli attuali 700 miliardi». Un fiume di liquidità di cui beneficeranno titoli di Stato e azioni. A partire proprio dai Btp. «Le banche italiane saranno più incentivate ad acquistare i titoli governativi domestici dopo la nuova asta della Bce perché lo spettro dell’Eba è stato allontanato», sottolineano gli analisti dell’investment bank.
La mossa della Bce è anche riuscita a sterilizzare gli effetti del taglio del rating del debito sovrano italiano da A a BBB+ annunciato venerdì 13 gennaio da Standard & Poor’s. I mercati cominciano quindi a realizzare che Draghi ha aperto i rubinetti della liquidità sull’esempio della Federal Reserve che tre anni fa, dopo il fallimento di Lehman Brothers, varò una manovra di espansione monetaria da 1.700 miliardi di dollari.
Come ha sottolineato Morgan Stanley, dopo la nuova operazione di rifinanziamento a tre anni che si terrà a febbraio «il sostegno della Bce al sistema bancario europeo a febbraio supererà i 1.000 miliardi contro gli attuali 700 miliardi». Un fiume di liquidità di cui beneficeranno titoli di Stato e azioni. A partire proprio dai Btp. «Le banche italiane saranno più incentivate ad acquistare i titoli governativi domestici dopo la nuova asta della Bce perché lo spettro dell’Eba è stato allontanato», sottolineano gli analisti dell’investment bank.
mercoledì 18 gennaio 2012
Trading Online : Analisi Fondamentale
Studio che analizza l'andamento futuro delle quotazioni di titoli azionari basato sulle situazioni economiche , patrimoniali e finanziarie storiche, presenti a prospettiche, delle società emittenti e sull' esame dei rispettivi settori di attività di appartenenza.
E' utilizzata per investimenti a medio - lungo termine.
L'analisi fondamentale si serve di multipli sulla redditività di un' azienda e di multipli di borsa che mettono in correlazione il prezzo di borsa del titoli di una società con i valori di bilancio della stessa azienda.
E' utilizzata per investimenti a medio - lungo termine.
L'analisi fondamentale si serve di multipli sulla redditività di un' azienda e di multipli di borsa che mettono in correlazione il prezzo di borsa del titoli di una società con i valori di bilancio della stessa azienda.
martedì 17 gennaio 2012
L'europa accusa le agenzie di rating di mancata imparzialità
L' europa accusa le agenzie di rating di imparzialità e spinge per la formazione di un' agenzia di rating europea ed imparziale.
In fondo ce l'hanno tutti tranne noi..
In fondo ce l'hanno tutti tranne noi..
Le banche evitino il credit crunch
Per far riprendere il motore dell'economia bisogna che le banche europee utilizzino i fondi che gli sono stati dati dalla BCE per finanziare imprese e concedere credito ai privati; invece di come stanno facendo ridandoli alla BCE sotto forma di depositi overnight. Il credit crunch è il fermo dei crediti al consumo e alle imprese e questo significherebbe una frenata alla ripresa.
Politica monetaria espansiva in arrivo in Europa
Le banche stanno pensando di attuare, insieme alla BCE una politica monetaria espansiva, cioè un incremento della massa monetaria in circolazione; questo andrebbe a svalutare l' euro di conseguenza è previsto un ulteriore calo del valore dell' euro rispetto alle sue maggiori avversarie come il dollaro e lo yen.
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lunedì 16 gennaio 2012
Impennata degli acquisti Bce di bond sovrani
La scorsa settimana la Bce ha triplicato gli acquisti dei titoli di Stato di paesi dell'Eurozona sul mercato secondario, che sono arrivati a 3,76 miliardi di euro rispetto agli 1,1 miliardi della settimana precedente. Lo comunica la stessa Bce, che, come di consueto, non specifica di quali paesi abbia acquistato le obbligazioni. Si tratta comunque di volumi relativamente modesti rispetto agli acquisti effettuati la scorsa estate. Finora la Bce ha speso 217 miliardi di euro per l'acquisto di quei titoli di Stato di paesi dell'Eurozona che registrano difficoltà sul mercato secondario.
Intanto si registra una nuova impennata dei depositi overnight delle banche presso la Bce. Oggi è stato raggiunto un nuovo record a quota 493,3 miliardi di euro, dopo il precedente picco di 489 miliardi segnato lo scorso venerdì. Permane quindi un clima di elevata sfiducia sul mercato interbancario, con gli istituti di credito che preferiscono "parcheggiare" fondi nelle casse di Francoforte per un rendimento dello 0,25%, notevolmente inferiore a quello che ricaverebbero prestandosi denaro a vicenda
Draghi: « Incertezza su crescita e debiti, situazione gravissima. Meno dipendenza dalle agenzie di rating »
«Siamo in una situazione gravissima». Il presidente della Bce Mario Draghi, nelle vesti di presidente dell'autorità europea per i rischi sistemici, non nasconde i suoi timori sulla crisi dell'Eurozona in audizione davanti alla commissione economico-finanziaria dell'Europarlamento. «Quando il mio predecessore Jean-Claude Trichet si è rivolto a questa commissione a ottobre - ha ricordato Draghi nel suo intervento a Strasburgo - ha detto che questa crisi aveva raggiunto dimensioni sistemica. Da allora è peggiorata, la situazione è molto grave e non dobbiamo assolutamente nasconderlo».L'austerity si farà sentire sull'economia
Il presidente della Bce sottolinea come «negli ultimi mesi del 2011 la situazione di incertezza dei debiti sovrani (recentemente certificata dall'ondata di declassamenti da parte di S&P), insieme con le prospettive di crescita stagnante, hanno portato a distorsioni gravi dell'economia reale». Le misure di austerità varate dai governi europei comporteranno una contrazione «nel breve termine».
Il presidente della Bce sottolinea come «negli ultimi mesi del 2011 la situazione di incertezza dei debiti sovrani (recentemente certificata dall'ondata di declassamenti da parte di S&P), insieme con le prospettive di crescita stagnante, hanno portato a distorsioni gravi dell'economia reale». Le misure di austerità varate dai governi europei comporteranno una contrazione «nel breve termine».
Attenzione alla crescita
Tuttavia non ci sono alternative al consolidamento di bilancio secondo il presidente della Banca centrale europea. Per contrastarli, Draghi auspica che i governi mettano a punto «riforme strutturali per aumentare la competitività, rafforzare la crescita e creare posti di lavoro». Insomma non solo rigore. «Non ci può essere stabilità senza crescita e non ci può essere crescita senza la sostenibilitá dei conti pubblici» ribadisce a più riprese. Nel suo intervento peraltro riconosce «gli sviluppi incoraggianti» emersi dalle politiche dei governi dell'eurozona per il consolidamento dei conti pubblici.
Tuttavia non ci sono alternative al consolidamento di bilancio secondo il presidente della Banca centrale europea. Per contrastarli, Draghi auspica che i governi mettano a punto «riforme strutturali per aumentare la competitività, rafforzare la crescita e creare posti di lavoro». Insomma non solo rigore. «Non ci può essere stabilità senza crescita e non ci può essere crescita senza la sostenibilitá dei conti pubblici» ribadisce a più riprese. Nel suo intervento peraltro riconosce «gli sviluppi incoraggianti» emersi dalle politiche dei governi dell'eurozona per il consolidamento dei conti pubblici.
Più concorrenza nel mercato del rating
«Non manca un accenno alle agenzie di rating. «Dobbiamo imparare a vivere non senza di loro, ma con loro - dice il presidente della Bce - dando un potere molto più limitato di quello che hanno attualmente». Il numero uno dell'Eurotower invoca inoltre maggiore concorrenza in un mercato, quello del rating, dominato da tre società (Moody's, S&P e Fitch ndr.). Proprio mentre S&P annuncia il declassamento del fondo salva stati Efsf. Draghi spiega inoltre che per il fondo salvastati potrebbe essere necessario «un contributo aggiuntivo da parte dei paesi a tripla A». Il presidente non sapeva che il rating dell'Efsf era effettivamente appena stato ridotto da Standard & Poor's. «Se non manterrà la tripla A - osserva rispondendo alla domanda di un deputato Ue - o presterà di meno, o lo farà a un tasso più elevato. Oppure manterrà lo stesso livello di rating e la stessa capacità di prestito, ma per questo serviranno contributi aggiuntivi da parte di paesi a tripla A».
«Non manca un accenno alle agenzie di rating. «Dobbiamo imparare a vivere non senza di loro, ma con loro - dice il presidente della Bce - dando un potere molto più limitato di quello che hanno attualmente». Il numero uno dell'Eurotower invoca inoltre maggiore concorrenza in un mercato, quello del rating, dominato da tre società (Moody's, S&P e Fitch ndr.). Proprio mentre S&P annuncia il declassamento del fondo salva stati Efsf. Draghi spiega inoltre che per il fondo salvastati potrebbe essere necessario «un contributo aggiuntivo da parte dei paesi a tripla A». Il presidente non sapeva che il rating dell'Efsf era effettivamente appena stato ridotto da Standard & Poor's. «Se non manterrà la tripla A - osserva rispondendo alla domanda di un deputato Ue - o presterà di meno, o lo farà a un tasso più elevato. Oppure manterrà lo stesso livello di rating e la stessa capacità di prestito, ma per questo serviranno contributi aggiuntivi da parte di paesi a tripla A».
Rischi per le banche dal rifinanziamento in dollari
Quanto alla situazione del settore bancario, Draghi lancia l'allarme sulle tensioni sul finanziamento in dollari che «può minare la solvibilità nell' Ue». I finanziamenti in dollari sono un fattore di rischio e potrebbero spingere «il rischio di azzardo morale» per le banche europee raccomandando ai supervisori nazionali «di monitorare da vicino il finanziamento ed i rischi di liquidità in dollari delle banche e, quando appropriato, limitare tali rischi prima che raggiungano un livello eccessivo».
Quanto alla situazione del settore bancario, Draghi lancia l'allarme sulle tensioni sul finanziamento in dollari che «può minare la solvibilità nell' Ue». I finanziamenti in dollari sono un fattore di rischio e potrebbero spingere «il rischio di azzardo morale» per le banche europee raccomandando ai supervisori nazionali «di monitorare da vicino il finanziamento ed i rischi di liquidità in dollari delle banche e, quando appropriato, limitare tali rischi prima che raggiungano un livello eccessivo».
Le banche si rafforzino con aumenti di capitale
Parlando delle raccomandazioni dell'Eba, l'autorità bancaria europea che ha imposto un rafforzamento patrimoniale al settore del credito, Draghi auspica che vengano «attuate principalmente attraverso un aumento dei livelli di capitale». Bisogna insomma evitare il rischio di «un processo disordinato ed eccessivo di deleveraging». Cioè che le banche, per rafforzare il proprio patrimonio, riducano i finanziamenti alle imprese. Un fenomeno che tuttavia sarebbe già in atto in alcune parti del sistema, come ricorda lo stesso Draghi.
Parlando delle raccomandazioni dell'Eba, l'autorità bancaria europea che ha imposto un rafforzamento patrimoniale al settore del credito, Draghi auspica che vengano «attuate principalmente attraverso un aumento dei livelli di capitale». Bisogna insomma evitare il rischio di «un processo disordinato ed eccessivo di deleveraging». Cioè che le banche, per rafforzare il proprio patrimonio, riducano i finanziamenti alle imprese. Un fenomeno che tuttavia sarebbe già in atto in alcune parti del sistema, come ricorda lo stesso Draghi.
Più liquidità al sistema con le maxi-aste Bce
Il presidente della Bce difende poi la maxi iniezione di liquidità alle banche messa in atto con le recenti aste di rifinanziamento a 36 mesi. «Siamo soddisfatti, le banche che ridepositano alla Bce la liquidità (proprio oggi i depositi hanno segnato un nuovo record ndr.) non sono sempre le stesse che l'hanno ottenuta con le nostre operazioni, in effetti c'é più liquidità in circolazione». Draghi aggiunge inoltre che è prematuro tirare delle conclusioni sull'effetto dell'operazione a sostegno della liquidità perché «deve passare del tempo perché le iniezioni di liquidità si trasferisca sul livello di credito» delle banche all'economia.
Il presidente della Bce difende poi la maxi iniezione di liquidità alle banche messa in atto con le recenti aste di rifinanziamento a 36 mesi. «Siamo soddisfatti, le banche che ridepositano alla Bce la liquidità (proprio oggi i depositi hanno segnato un nuovo record ndr.) non sono sempre le stesse che l'hanno ottenuta con le nostre operazioni, in effetti c'é più liquidità in circolazione». Draghi aggiunge inoltre che è prematuro tirare delle conclusioni sull'effetto dell'operazione a sostegno della liquidità perché «deve passare del tempo perché le iniezioni di liquidità si trasferisca sul livello di credito» delle banche all'economia.
domenica 15 gennaio 2012
Cos'è il Debito Pubblico ?
Lo stato si finanzia con le tasse e usa quei soldi per fornire ai cittadini i servizi pubblici; difesa, giustizia, scuola, sanità, ponti e strade... Perchè non potrebbe limitardi a spendere i soldi delle tasse per quei giusti scopi? Che bisogno ci sta di indebitarsi?
Per far andare avanti la grande macchina dell'economia bisogna guadagnare e spendere: i soldi devono circolare, se tutti li mettono sotto il materasso e non spendono il motore dell'economia si ferma. Ma mettiamo che scoppi una guerra vicino a noi, la gente ha paura e chi ha paura rimanda le spese; oppure raddoppia il prezzo della benzina, e quel che la gente spende per il pieno non circola più in Italia perchè va ai paesi produttori di petrolio. I soldi non circolano e l'economia rallenta.
Per non farla rallentare bisogna che qualcuno spenda quel che i privati non spendono, e questo qualcuno è lo Stato: è bene, allora, che lo Stato spenda di più di quel che incassa. Purchè, naturalmente, quando le cose vanno meglio, le entrate tornino a pareggiare le spese.
Quindi talvolta è bene che lo Stato si indebiti. Ma se il "talvolta" diventa "sempre", il debito cresce e cresce la sfiducia nella capacità dello Stato di servire il debito.
Per questo bisogna evitare che quel fardello diventi troppo pesante.
Per far andare avanti la grande macchina dell'economia bisogna guadagnare e spendere: i soldi devono circolare, se tutti li mettono sotto il materasso e non spendono il motore dell'economia si ferma. Ma mettiamo che scoppi una guerra vicino a noi, la gente ha paura e chi ha paura rimanda le spese; oppure raddoppia il prezzo della benzina, e quel che la gente spende per il pieno non circola più in Italia perchè va ai paesi produttori di petrolio. I soldi non circolano e l'economia rallenta.
Per non farla rallentare bisogna che qualcuno spenda quel che i privati non spendono, e questo qualcuno è lo Stato: è bene, allora, che lo Stato spenda di più di quel che incassa. Purchè, naturalmente, quando le cose vanno meglio, le entrate tornino a pareggiare le spese.
Quindi talvolta è bene che lo Stato si indebiti. Ma se il "talvolta" diventa "sempre", il debito cresce e cresce la sfiducia nella capacità dello Stato di servire il debito.
Per questo bisogna evitare che quel fardello diventi troppo pesante.
sabato 14 gennaio 2012
Europa a rischio trappola della liquidità
L' Europa è a rischio di trappola della liquidità dato che la BCE continua a emettere moneta ma questa moneta non viene utilizzata per comprare titoli privati o di stato.
" Si definisce trappola della liquidità una situazione in cui i sogg economici giudicano il livello del tasso di interesse troppo basso per indurli ad aquistare titoli, per cui sono disposti a detenere qualsiasi quantità di moneta venga loro offerta dalle autorità monetarie."
Per uscire da questa crisi la liquidità offerta dovrebbe essere utilizzata dando credito a imprese e famiglie e non rimessa in mano alla BCE sotto forma di depositi; i famosi depositi overnight di cui si parla da qualche giorno.
" Si definisce trappola della liquidità una situazione in cui i sogg economici giudicano il livello del tasso di interesse troppo basso per indurli ad aquistare titoli, per cui sono disposti a detenere qualsiasi quantità di moneta venga loro offerta dalle autorità monetarie."
Per uscire da questa crisi la liquidità offerta dovrebbe essere utilizzata dando credito a imprese e famiglie e non rimessa in mano alla BCE sotto forma di depositi; i famosi depositi overnight di cui si parla da qualche giorno.
giovedì 12 gennaio 2012
Tasso d'interesse e valore delle valute
Voglio spiegare qual'è il collegamento tra il tasso d'interesse dettato dalle banche centrali dei paesi e il valore delle valute degli stessi.In europa a gestire il denaro, quindi l'emissione di moneta, è la Banca Centrale Europea conosciuta anche come BCE in Italia e ECB all'estero (European Central Bank); ed è questo istituto finanziario, governato ora dal nostro connazionale Mario Draghi, a dettale la politica economica europea alzando o diminuendo il tasso d'interesse.
Che cos'è il tasso d'interesse e che succede quando si alza o si abbassa?
Il tasso d'interesse è il costo del denaro. Se il tasso si alza vuol dire che il denaro costa di più e quindi si da al mercato un segnale che viene interpretato come un rafforzamento del valore della moneta, derivato magari da un miglioramento delle economie interne europee; quindi se il valore della moneta aumenta ovviemente gli intestitori acquisteranno euro, questo fa presumere che negli scambi di valute, l'euro, vedrà incrementare il suo valore nei confronti delle avversarie.
Nel caso il tasso d'interesse scende vuol dire che l'economia sta rallentando e che occorre emettere più moneta, per farlo appunto si abbassa il tasso d'interesse per evitare costi del denaro troppo onerosi. Il mercato ovviamente prende questo segnare come una perdita di valore della moneta e gli intestitori correranno al riparo acquistando valute straniere.
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