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martedì 15 maggio 2012

Questione Grecia, le ragioni della Germania e la Francia

La crisi della Grecia ormai è una delle nostre maggiori compagne su ogni quotidiano e spesso in prima pagina, tutti gli stati europei che non vogliono che la Grecia dichiari bancarotta e nel frattempo per evitare che questo accada fanno stringere la cinta ancora di più ai poveri greci.

Ma le vere ragioni non stanno nell'etica o in qualcosa che rispecchi la bontà dell'animo umano verso il paese del    souvlaki; semplicemente la Germania come la Francia e anche l'Italia (ma decisamente meno) sono esposti nel debito greco per decine di miliardi di euro e se la Grecia dichiarasse default i colossi europei si ritroverebbero con una perdita secca in bilancio; facendo una somma media; per almeno 200 miliardi di euro, dei quali 80 solo tra Francia e Germania. 

Qui sotto vi riporto una breve illustrazione della distribuzione del debito in europa tra i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia, Spagna):


lunedì 30 gennaio 2012

Attenzione al Portogallo con rendimenti di oltre il 15%

Mentre tutti parlano di Grecia e di come si uscirà da questa crisi, sono in pochi che guardano anche altri paesi periferici europei.
 Il Portogallo ha titoli di stato che ora offrono rendimenti sui 15% e l'economia portoghese non è in grado di compensare un debito pubblico che ha un interesse del 15%.
E' una crisi nascosta che quando scoppierà, perché scoppierà, sarà un'altra bella batosta alla situazione economico-finanziaria dell' Eurozona e sarà  il motivo di un'altra caduta dell'euro contro le sue avversarie.

lunedì 16 gennaio 2012

Portogallo a rischio ristrutturazione del debito


Il rendimento dei Bond portoghesi a 10 anni ha toccato oggi il picco storico al 13,8%, in rialzo di 180 punti base rispetto alla chiusura di venerdì. In rialzo i rendimenti anche sulla curva a breve: i titoli a due anni balzano al 13,49% e i bond a tre anni al 16,8%.
Contemporaneamente il costo dei cds (credit default swap, una sorta di polizze che assicurano dal rischio di fallimento dei titoli sottostanti, in questo caso i bond emessi dal governo di Lisbona) è balzato di 60 punti base a 1.143 punti, secondo Markit (costa 1,14 milioni di dollari assicurare 10 milioni di debito emesso dal Portogallo).
Dopo il taglio di S&Poor's di venerdì il debito portoghese è considerato sotto la categoria "investment grade" all'unanimità dalle tre agenzie statunitensi (per Moody's è Ba2, per Fitch + BB+ e per S&P BB).
«Adesso il bond del Portogallo sono considerati junk (spazzatura, ndr) - spiegano alcuni analisti intervistati dalla Dow Jones - dalle tre agenzie di rating. Ciò significa che è stato rimosso da molti panieri».
Gli investitori temono adesso che il Portogallo - entrato nell'orbita dei piani di salvataggio della Bce grazie ai quali accede a finanziamenti a tassi agevolati - abbia rotto un argine e, al pari della Grecia, sia direzionato verso una procedura di ristrutturazione del debito.