Mario Draghi rianima il Toro. Dal 21 dicembre scorso, quando la Bce ha prestato a tassi dell’1% liquidità a tre anni alle banche europee per l’intero ammontare da loro richiesto, Piazza Affari è salita del 5%, mentre lo spread fra Btp e Bund decennali è sceso da 500 a 432 punti base.
La mossa della Bce è anche riuscita a sterilizzare gli effetti del taglio del rating del debito sovrano italiano da A a BBB+ annunciato venerdì 13 gennaio da Standard & Poor’s. I mercati cominciano quindi a realizzare che Draghi ha aperto i rubinetti della liquidità sull’esempio della Federal Reserve che tre anni fa, dopo il fallimento di Lehman Brothers, varò una manovra di espansione monetaria da 1.700 miliardi di dollari.
Come ha sottolineato Morgan Stanley, dopo la nuova operazione di rifinanziamento a tre anni che si terrà a febbraio «il sostegno della Bce al sistema bancario europeo a febbraio supererà i 1.000 miliardi contro gli attuali 700 miliardi». Un fiume di liquidità di cui beneficeranno titoli di Stato e azioni. A partire proprio dai Btp. «Le banche italiane saranno più incentivate ad acquistare i titoli governativi domestici dopo la nuova asta della Bce perché lo spettro dell’Eba è stato allontanato», sottolineano gli analisti dell’investment bank.
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domenica 22 gennaio 2012
martedì 17 gennaio 2012
L'europa accusa le agenzie di rating di mancata imparzialità
L' europa accusa le agenzie di rating di imparzialità e spinge per la formazione di un' agenzia di rating europea ed imparziale.
In fondo ce l'hanno tutti tranne noi..
In fondo ce l'hanno tutti tranne noi..
lunedì 16 gennaio 2012
Draghi: « Incertezza su crescita e debiti, situazione gravissima. Meno dipendenza dalle agenzie di rating »
«Siamo in una situazione gravissima». Il presidente della Bce Mario Draghi, nelle vesti di presidente dell'autorità europea per i rischi sistemici, non nasconde i suoi timori sulla crisi dell'Eurozona in audizione davanti alla commissione economico-finanziaria dell'Europarlamento. «Quando il mio predecessore Jean-Claude Trichet si è rivolto a questa commissione a ottobre - ha ricordato Draghi nel suo intervento a Strasburgo - ha detto che questa crisi aveva raggiunto dimensioni sistemica. Da allora è peggiorata, la situazione è molto grave e non dobbiamo assolutamente nasconderlo».L'austerity si farà sentire sull'economia
Il presidente della Bce sottolinea come «negli ultimi mesi del 2011 la situazione di incertezza dei debiti sovrani (recentemente certificata dall'ondata di declassamenti da parte di S&P), insieme con le prospettive di crescita stagnante, hanno portato a distorsioni gravi dell'economia reale». Le misure di austerità varate dai governi europei comporteranno una contrazione «nel breve termine».
Il presidente della Bce sottolinea come «negli ultimi mesi del 2011 la situazione di incertezza dei debiti sovrani (recentemente certificata dall'ondata di declassamenti da parte di S&P), insieme con le prospettive di crescita stagnante, hanno portato a distorsioni gravi dell'economia reale». Le misure di austerità varate dai governi europei comporteranno una contrazione «nel breve termine».
Attenzione alla crescita
Tuttavia non ci sono alternative al consolidamento di bilancio secondo il presidente della Banca centrale europea. Per contrastarli, Draghi auspica che i governi mettano a punto «riforme strutturali per aumentare la competitività, rafforzare la crescita e creare posti di lavoro». Insomma non solo rigore. «Non ci può essere stabilità senza crescita e non ci può essere crescita senza la sostenibilitá dei conti pubblici» ribadisce a più riprese. Nel suo intervento peraltro riconosce «gli sviluppi incoraggianti» emersi dalle politiche dei governi dell'eurozona per il consolidamento dei conti pubblici.
Tuttavia non ci sono alternative al consolidamento di bilancio secondo il presidente della Banca centrale europea. Per contrastarli, Draghi auspica che i governi mettano a punto «riforme strutturali per aumentare la competitività, rafforzare la crescita e creare posti di lavoro». Insomma non solo rigore. «Non ci può essere stabilità senza crescita e non ci può essere crescita senza la sostenibilitá dei conti pubblici» ribadisce a più riprese. Nel suo intervento peraltro riconosce «gli sviluppi incoraggianti» emersi dalle politiche dei governi dell'eurozona per il consolidamento dei conti pubblici.
Più concorrenza nel mercato del rating
«Non manca un accenno alle agenzie di rating. «Dobbiamo imparare a vivere non senza di loro, ma con loro - dice il presidente della Bce - dando un potere molto più limitato di quello che hanno attualmente». Il numero uno dell'Eurotower invoca inoltre maggiore concorrenza in un mercato, quello del rating, dominato da tre società (Moody's, S&P e Fitch ndr.). Proprio mentre S&P annuncia il declassamento del fondo salva stati Efsf. Draghi spiega inoltre che per il fondo salvastati potrebbe essere necessario «un contributo aggiuntivo da parte dei paesi a tripla A». Il presidente non sapeva che il rating dell'Efsf era effettivamente appena stato ridotto da Standard & Poor's. «Se non manterrà la tripla A - osserva rispondendo alla domanda di un deputato Ue - o presterà di meno, o lo farà a un tasso più elevato. Oppure manterrà lo stesso livello di rating e la stessa capacità di prestito, ma per questo serviranno contributi aggiuntivi da parte di paesi a tripla A».
«Non manca un accenno alle agenzie di rating. «Dobbiamo imparare a vivere non senza di loro, ma con loro - dice il presidente della Bce - dando un potere molto più limitato di quello che hanno attualmente». Il numero uno dell'Eurotower invoca inoltre maggiore concorrenza in un mercato, quello del rating, dominato da tre società (Moody's, S&P e Fitch ndr.). Proprio mentre S&P annuncia il declassamento del fondo salva stati Efsf. Draghi spiega inoltre che per il fondo salvastati potrebbe essere necessario «un contributo aggiuntivo da parte dei paesi a tripla A». Il presidente non sapeva che il rating dell'Efsf era effettivamente appena stato ridotto da Standard & Poor's. «Se non manterrà la tripla A - osserva rispondendo alla domanda di un deputato Ue - o presterà di meno, o lo farà a un tasso più elevato. Oppure manterrà lo stesso livello di rating e la stessa capacità di prestito, ma per questo serviranno contributi aggiuntivi da parte di paesi a tripla A».
Rischi per le banche dal rifinanziamento in dollari
Quanto alla situazione del settore bancario, Draghi lancia l'allarme sulle tensioni sul finanziamento in dollari che «può minare la solvibilità nell' Ue». I finanziamenti in dollari sono un fattore di rischio e potrebbero spingere «il rischio di azzardo morale» per le banche europee raccomandando ai supervisori nazionali «di monitorare da vicino il finanziamento ed i rischi di liquidità in dollari delle banche e, quando appropriato, limitare tali rischi prima che raggiungano un livello eccessivo».
Quanto alla situazione del settore bancario, Draghi lancia l'allarme sulle tensioni sul finanziamento in dollari che «può minare la solvibilità nell' Ue». I finanziamenti in dollari sono un fattore di rischio e potrebbero spingere «il rischio di azzardo morale» per le banche europee raccomandando ai supervisori nazionali «di monitorare da vicino il finanziamento ed i rischi di liquidità in dollari delle banche e, quando appropriato, limitare tali rischi prima che raggiungano un livello eccessivo».
Le banche si rafforzino con aumenti di capitale
Parlando delle raccomandazioni dell'Eba, l'autorità bancaria europea che ha imposto un rafforzamento patrimoniale al settore del credito, Draghi auspica che vengano «attuate principalmente attraverso un aumento dei livelli di capitale». Bisogna insomma evitare il rischio di «un processo disordinato ed eccessivo di deleveraging». Cioè che le banche, per rafforzare il proprio patrimonio, riducano i finanziamenti alle imprese. Un fenomeno che tuttavia sarebbe già in atto in alcune parti del sistema, come ricorda lo stesso Draghi.
Parlando delle raccomandazioni dell'Eba, l'autorità bancaria europea che ha imposto un rafforzamento patrimoniale al settore del credito, Draghi auspica che vengano «attuate principalmente attraverso un aumento dei livelli di capitale». Bisogna insomma evitare il rischio di «un processo disordinato ed eccessivo di deleveraging». Cioè che le banche, per rafforzare il proprio patrimonio, riducano i finanziamenti alle imprese. Un fenomeno che tuttavia sarebbe già in atto in alcune parti del sistema, come ricorda lo stesso Draghi.
Più liquidità al sistema con le maxi-aste Bce
Il presidente della Bce difende poi la maxi iniezione di liquidità alle banche messa in atto con le recenti aste di rifinanziamento a 36 mesi. «Siamo soddisfatti, le banche che ridepositano alla Bce la liquidità (proprio oggi i depositi hanno segnato un nuovo record ndr.) non sono sempre le stesse che l'hanno ottenuta con le nostre operazioni, in effetti c'é più liquidità in circolazione». Draghi aggiunge inoltre che è prematuro tirare delle conclusioni sull'effetto dell'operazione a sostegno della liquidità perché «deve passare del tempo perché le iniezioni di liquidità si trasferisca sul livello di credito» delle banche all'economia.
Il presidente della Bce difende poi la maxi iniezione di liquidità alle banche messa in atto con le recenti aste di rifinanziamento a 36 mesi. «Siamo soddisfatti, le banche che ridepositano alla Bce la liquidità (proprio oggi i depositi hanno segnato un nuovo record ndr.) non sono sempre le stesse che l'hanno ottenuta con le nostre operazioni, in effetti c'é più liquidità in circolazione». Draghi aggiunge inoltre che è prematuro tirare delle conclusioni sull'effetto dell'operazione a sostegno della liquidità perché «deve passare del tempo perché le iniezioni di liquidità si trasferisca sul livello di credito» delle banche all'economia.
Serve un' Europa unita per superare la crisi
Gli USA si sono e si statto tutt'ora rialzando dopo la loro crisi del 2007 - 2009, perchè l' Europa non riesce a risollevarsi? Tutto sta nella difficoltà politica di attuare manovre importanti a livello europeo, chi per una cosa chi per un'altra mette dei paletti che frenano la ripresa; la Germania non vuole pagare i debiti di tutti con la sua potenza economica per esempio. Se l'europa nn riesce a trovare una stabilità politica e una coesione amggiore nn si andrà da nessuna parte e resteremo nella burrasca.
giovedì 12 gennaio 2012
Tasso d'interesse e valore delle valute
Voglio spiegare qual'è il collegamento tra il tasso d'interesse dettato dalle banche centrali dei paesi e il valore delle valute degli stessi.In europa a gestire il denaro, quindi l'emissione di moneta, è la Banca Centrale Europea conosciuta anche come BCE in Italia e ECB all'estero (European Central Bank); ed è questo istituto finanziario, governato ora dal nostro connazionale Mario Draghi, a dettale la politica economica europea alzando o diminuendo il tasso d'interesse.
Che cos'è il tasso d'interesse e che succede quando si alza o si abbassa?
Il tasso d'interesse è il costo del denaro. Se il tasso si alza vuol dire che il denaro costa di più e quindi si da al mercato un segnale che viene interpretato come un rafforzamento del valore della moneta, derivato magari da un miglioramento delle economie interne europee; quindi se il valore della moneta aumenta ovviemente gli intestitori acquisteranno euro, questo fa presumere che negli scambi di valute, l'euro, vedrà incrementare il suo valore nei confronti delle avversarie.
Nel caso il tasso d'interesse scende vuol dire che l'economia sta rallentando e che occorre emettere più moneta, per farlo appunto si abbassa il tasso d'interesse per evitare costi del denaro troppo onerosi. Il mercato ovviamente prende questo segnare come una perdita di valore della moneta e gli intestitori correranno al riparo acquistando valute straniere.
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venerdì 6 gennaio 2012
Unione Europea minaccia l' Iran di embargo del petrolio
L'Ue ha minacciato un embargo sul petrolio iraniano, che danneggerebbe gli interessi dei consumatori del Vecchio Continente, secondo Mohammad Ali Khatibi, governatore dell'Iran in seno all'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec).L'embargo "metterebbe ad alto rischio la sicurezza della fornitura" di greggio. "Questo è un gioco molto pericoloso", ha spiegato Khatibi, sottolineando che l'Unione europea non ha ancora fatto nessun annuncio ufficiale sull'argomento.
L'Iran da parte sua ha detto di non essere preoccupato dalla prospettiva dell'embargo petrolifero che l'Ue si appresta ad approvare. Ad affermarlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Ali Akbar Salehi. "L'Iran è sempre stato pronto a rispondere ad azioni ostili di questo tipo, le sanzioni non ci preoccupano in alcun modo", ha sottolineato Saleh. "Abbiamo già preso le nostre misure", ha spiegato, "negli ultimi 32 anni abbiamo resistito a molte tempesta, sopravviveremo anche a questo".
giovedì 5 gennaio 2012
Banche europee trascinano giù Indici e Euro
Le banche europee stanno affrontando un periodo molto difficile, la ricapitalizzazione di molte banche e il declassamento da parte delle agenzie di rating sono stati una tempesta che si è abbattuta sui mercati generando vendite su buona parte degli istituti finaiziari d'europa.La ricapitalizzazione delle banche europee è la maggior fonte di vendite, le azioni assegnate con lo sconto; come per esempio la questione Unicredit, hanno fatto abbassare il valore delle azioni già presenti sul mercato.
Questo momento però potrebbe essere sono temporaneo e fisiologico, ma soprattutto controllato dato che è risaputo che quando si ricapitalizza i titoli di solito perdono quota.
Gli investitori nel frattempo preferiscono mettere i loro soldi in mano alle materie prime, come dimostrano i dati su oro e petrolio che stanno risalendo.
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