Per chi campava sulla speculazione sulla Grecia è il momento di cambiare lavoro, sono scattati i pagamenti dei credit default swap da parte dell' International Swaps and Derivatives Association. Adesso è il momento di cominciare a pensare alla ripresa economica di un paese devastato che si ritrova il 21% di disoccupazione e un PIL in calo del 7,5%.
Come si dice in alcuni casi "peggio di così non si può andare", e per alcuni investitori completamente drogati del rischio potrebbe anche essere un ottimo momento per investire; ma io starei attento e rimarrei alla finestra almeno fino a quando il riassetto del debito greco non sia finito per portarlo alla predisposizione che lo farà arrivare al 120% del PIL entro vent'anni; solo quando l'europa avrà finito la terapia d'urto, solo allora, sarà consigliabile tornare a guardare la Grecia per il proprio portafoglio titoli.
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domenica 11 marzo 2012
lunedì 30 gennaio 2012
Se le Banche lavorassero di squadra
Se le banche lavorassero di squadra utilizzando parte dei soldi concessi dalla BCE al tassi dell'1% per acquistare titoli di stato Italiani che ora stanno sul 6% e il sesto dando credito al consumo e alle imprese sempre al 6% otterremmo diversi risultati positivi per il nostro paese.
Lo spread calerebbe fino a 100 punti base perché acquistando a raffica titoli italiani i rendimenti calerebbero molto velocemente, le banche avrebbero già un profitto del 5% (differenza tra 1% della BCE e 6% dei titoli italiani); dando credito all'economia reale si farebbe ripartire il motore dei consumi e dell'occupazione favorendo l'aumento del PIL.
Per ora le banche stanno utilizzando quei soldi per tappare i buchi della crisi, spero sia solo questione di tempo che le banche si sistemino e inizino a far girare l'economia
Lo spread calerebbe fino a 100 punti base perché acquistando a raffica titoli italiani i rendimenti calerebbero molto velocemente, le banche avrebbero già un profitto del 5% (differenza tra 1% della BCE e 6% dei titoli italiani); dando credito all'economia reale si farebbe ripartire il motore dei consumi e dell'occupazione favorendo l'aumento del PIL.
Per ora le banche stanno utilizzando quei soldi per tappare i buchi della crisi, spero sia solo questione di tempo che le banche si sistemino e inizino a far girare l'economia
giovedì 26 gennaio 2012
Aste pubbliche di titoli di stato
Negli anni passati le aste dei titoli di Stato so sono svolte con il sistema della presentazione della domanda in busta chiusa. A partire dal 1994 per i titoli a medio - lungo termine e dal 1995 per i BoT è stata introdotta la possibilità di presentare le richieste per via telematica, utilizzando appunto Rni. Attraverso la Rni, Banca d'Italia comunica a tutti gli operatori finanziari abilitati le caratteristiche delle emissioni e il calendario delle operazioni.
L'altro metodo di collocamento dei titoli di Stato utilizzato dal ministero dell'Economia è quello tramite consorzio, dove l'emittente si accorda sulle condizioni di emissioni con un gruppo di banche.
Da molti anni, però, il ministero ha privilegiato il metodo dell'asta pubblica per le emissioni sul mercato interno al fine di garantire l'accesso a una vasta platea di investitori e mantenere un elevato grado di competizione e trasparenza. Di recente è stato annunciato che è allo studio del ministero anche la possibilità di far emigrare sul web l'offerta dei titoli di Stato destinata ai piccoli risparmiatori.
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