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venerdì 18 maggio 2012
mercoledì 16 maggio 2012
La prossima crisi potrebbe attaccare le banche centrali
Tutti sanno che nell'ultimo anno la BCE (banca centrale europea) si è fatta in quattro per salvare l'europa dal tracollo finanziario dovuto alla crisi del debito sovrano. Ha comprato titoli degli stati in difficoltà a destra e a manca facendo credito con la maggior parte degli stati che gli investitori chiamano "ad alto rischio", e questi titoli sono stati comprati con un tasso di interesse molto elevato.
Come si ricorda, la crisi del debito pubblico è sorta conseguentemente alla crisi del debito privato, quando è scoppiata la bomba sulle banche americane e a catena su quelle di tutto il mondo; gli stati hanno dato moltissima liquidità per tappare le perdite ed evitare il tracollo del sistema finanziario.
Le Banche centrali, a loro volta (FED e BCE per USA e UE), hanno fatto, e continuano a fare lo stesso; solo che adesso lo gli stati sono diventati debitori. Le banche centrali chiamate anche prestatori di ultima istanza (cioè che loro prestano denaro a banche e stati, e stampano moneta) hanno acquistato il debito degli stati a più alto rischio tracollo; vedi Grecia, Italia, Portogallo e USA.
Il problema è che il debito pubblico è una spirale che tende sempre a ingigantirsi e non contrastata con i mezzi adatti; invece fino ad ora per salvare il mondo dai debiti, si son fatti altri debiti.
Le crisi sono cicliche e quindi è provato che tendono a tornare; ma la prossima volta potrebbe essere molto problematico. Se le banche centrali entrano in crisi perchè gli stati, dei quali hanno acquistato titoli, rientrano in crisi; quello che è toccato adesso alle banche private accadrebbe alle banche centrali; e allora chi le aiuterà se sono loro prestatori di ultima istanza?
Ne avranno di banconote da stampare...
Come si ricorda, la crisi del debito pubblico è sorta conseguentemente alla crisi del debito privato, quando è scoppiata la bomba sulle banche americane e a catena su quelle di tutto il mondo; gli stati hanno dato moltissima liquidità per tappare le perdite ed evitare il tracollo del sistema finanziario.
Le Banche centrali, a loro volta (FED e BCE per USA e UE), hanno fatto, e continuano a fare lo stesso; solo che adesso lo gli stati sono diventati debitori. Le banche centrali chiamate anche prestatori di ultima istanza (cioè che loro prestano denaro a banche e stati, e stampano moneta) hanno acquistato il debito degli stati a più alto rischio tracollo; vedi Grecia, Italia, Portogallo e USA.
Il problema è che il debito pubblico è una spirale che tende sempre a ingigantirsi e non contrastata con i mezzi adatti; invece fino ad ora per salvare il mondo dai debiti, si son fatti altri debiti.
Le crisi sono cicliche e quindi è provato che tendono a tornare; ma la prossima volta potrebbe essere molto problematico. Se le banche centrali entrano in crisi perchè gli stati, dei quali hanno acquistato titoli, rientrano in crisi; quello che è toccato adesso alle banche private accadrebbe alle banche centrali; e allora chi le aiuterà se sono loro prestatori di ultima istanza?
Ne avranno di banconote da stampare...
martedì 15 maggio 2012
Questione Grecia, le ragioni della Germania e la Francia
La crisi della Grecia ormai è una delle nostre maggiori compagne su ogni quotidiano e spesso in prima pagina, tutti gli stati europei che non vogliono che la Grecia dichiari bancarotta e nel frattempo per evitare che questo accada fanno stringere la cinta ancora di più ai poveri greci.
Ma le vere ragioni non stanno nell'etica o in qualcosa che rispecchi la bontà dell'animo umano verso il paese del souvlaki; semplicemente la Germania come la Francia e anche l'Italia (ma decisamente meno) sono esposti nel debito greco per decine di miliardi di euro e se la Grecia dichiarasse default i colossi europei si ritroverebbero con una perdita secca in bilancio; facendo una somma media; per almeno 200 miliardi di euro, dei quali 80 solo tra Francia e Germania.
Qui sotto vi riporto una breve illustrazione della distribuzione del debito in europa tra i cosiddetti PIIGS (Portogallo, Irlanda, Italia, grecia, Spagna):
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lunedì 7 maggio 2012
Le basi dell'economia: Microeconomia
La scienza economia non cade dal cielo sulle nostre teste rendendoci da un giorno all'altro in grado di capire il sistema economico mondiale, e proprio come all'università si comincia dalle basi.
Per iniziare a capire i cicli economici dei vari mercati che hanno causato questa crisi che stiamo vivendo voglio proporvi un piccolo corso di Microeconomia distribuito in 19 video di presentazioni powerpoint e per chi vuole la possibilità di scaricarle direttamente sul computer o per i più all'avanguardia sul Tablet :) .
Il link consiste direttamente su un gruppo universitario dell' Università la Sapienza di Roma:
Corso di Microeconomia
Per iniziare a capire i cicli economici dei vari mercati che hanno causato questa crisi che stiamo vivendo voglio proporvi un piccolo corso di Microeconomia distribuito in 19 video di presentazioni powerpoint e per chi vuole la possibilità di scaricarle direttamente sul computer o per i più all'avanguardia sul Tablet :) .
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Corso di Microeconomia
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sabato 5 maggio 2012
Il titolo Apple continua a calare
Dai massimi visti a metà aprile, circa 640 dollari ad azione, ora Apple è tornato al disotto di 570 dollari, pure essendo comunque una quotazione altissima probabilmente il mondo finanziario inizia a capire che la scelta del CEO di non ripartire gli utili; salvo quella volta eccezionale dove si trovavano talmente tanta liquidità da distribuirla; è come non conseguirli per la finanza.
Apple è valutata praticamente come uno stato, ma forse finalmente la gente ha iniziato a capire che senza dividenti pagare un azione oltre 550 dollari è un tantino troppo.
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